Botti proibiti, 14enne perde la mano ad Avellino

A pochi giorni da Capodanno aumentano gli incidenti causati dall'uso di fuochi d'artificio illegali. Ad Avellino un ragazzino ha perso
la mano sinistra nell’esplosione di un petardo. Arrestate a Verona due persone per detenzione di materiale esplosivo. La polizia: "Teneteli lontani dai bimbi"

Avellino - Un minore di 14 anni ha perso la mano sinistra a seguito dell’esplosione di un botto di genere proibito. È successo a Baiano nell’avellinese. I carabinieri stanno ricostruendo la dinamica dell’incidente e le responsabilità.

Il tragico incidente Un ragazzo di 14 anni, nell’Avellinese, a Baiano, ha perso la mano sinistra a causa dell’esplosione di un botto. Il 14enne era insieme al suo fratellino di 10 anni quando, nella tarda mattinata, dopo aver raccolto un petardo da strada, lo ha fatto esplodere davanti al portone di casa, nel centro storico di Baiano. L’urto, violentissimo, tanto da mandare in frantumi la vetrina di un negozio, ha provocato il grave incidente: il bimbo di 10 anni è stato sbalzato a qualche metro di distanza, il 14enne, M. A., è rimasto ferito. Trasportato prima all’ospedale di Nola e poi al reparto di chirurgia d’urgenza del Vecchio Pellegrini di Napoli, ha perso la mano sinistra.

Sequestrati 10 quintali di botti proibiti Oltre 10 quintali di botti proibiti, made in China sono stati sequestrati dai carabinieri a Montemarano (sempre in provincia Avellino). Il sequestro rientra nell’attività di prevenzione organizzata dai militari del comando provinciale irpino. Tra i botti di genere proibiti sequestrati le micidiali "cipolle" e i "tric trac". Tra il materiale sequestrato anche le superbombe denominate ’caciocavallò di oltre 1 kg ciascuna. Il blitz è scattato all’interno di un laboratorio, privo di qualsiasi requisito di sicurezza. Oltre ai botti giù preparati, i carabinieri hanno sequestrato 200 kg di polvere pirica da confezionare in botti. Un uomo di 50 anni, pregiudicato, è stato denunciato in stato di libertà. Con i carabinieri di Montella hanno operato anche i militari del nucleo artificieri che hanno provveduto a rendere inoffensivi di 10 quintali di fuochi.

Due arresti a Verona In mattinata più di 2,5 quintali di fuochi pirotecnici sono stati sequestrati dai carabinieri di Verona. Il blitz ha portato all’arresto di due persone: padre e figlio, P.G., 52 anni, e P.G., di 23, che a Lazise (Verona) detenevano illegalmente nel proprio garage un vero e proprio arsenale di materiale esplodente, fuochi pirotecnici tra i più pericolosi pronti per essere venduti illegalmente. A distanza di qualche ora, poi, le forze dell'ordine hanno trovato un secondo "arsenale" di oltre cinque quintali e mezzo di fuochi pirotecnici illegali per un valore di circa 30mila euro. "Si tratta - sottolinea il cap.Marino - del più grande sequestro di questo tipo mai avvenuto in Veneto". Insomma," roba da far impallidire i napoletani".

L'appello della polizia Tenete i botti di Capodanno lontani dai bambini. È l’appello di Giovanni Aliquò, responsabile dello speciale nucleo della Polizia che si occupa di armi ed esplosivi e che solo quest’anno ha sequestrato 190mila tonnellate di prodotti esplodenti. "Bisogna fare in modo - spiega Aliquò all’Agi - che i botti di fine anno non vadano a finire nelle mani dei bambini. Qualunque tipo di gioco pirotecnico, paradossalmente anche quelle che sembrano le innocue stelline, possono provocare danni gravissimi ai bambini". Inoltre, la polizia ricorda che i botti vanno acquistati negli esercizi commerciali che hanno la licenza di pubblica sicurezza per venderli. Diffidare, dunque, delle vendite improvvisate perchè si tratta di giochi pirotecnici che non hanno standard di sicurezza accettabili. Se proprio non si può fare a meno di festeggiare rumorosamente il Capodanno, Aliquò consiglia di non raccogliere assolutamente un botto che non è esploso. Meglio neutralizzarlo versandoci sopra un secchio d’acqua perchè se non è esploso vuol dire che qualcosa non va e se lo si riaccende può scoppiare immediatamente in quanto la miccia si è esaurita con la prima accensione.