Le botticelle? Cariche di risse Brambilla: "Basta, aboliamole"

Il ministro del Turismo contro le botticelle: &quot;Danneggiano l’immagine dell’Italia&quot;. Tutti d’accordo? Macché. Raccolte 5000 firme per cancellarle: &quot;Provocano incidenti e torturano gli animli&quot;<br />

RomaCombattere i mulini a vento in Campidoglio e scongiurare uno scontro interno tra esponenti della maggioranza. Costa fatica (e imbarazzi) al ministro del Turismo Michela Brambilla occuparsi delle botticelle romane, un servizio turistico che il Comune di Roma tiene in vita con litri di flebo, tra regolamenti fantasma e controlli mai operativi. Ieri la Brambilla ha sposato la causa della Lav che dopo aver segnalato andature al trotto, mancanza di pause per i cavalli e stalle lager, ha impacchettato le prime 5000 firme da consegnare allo scettico Alemanno. «Le associazioni - osserva il ministro - si stanno muovendo nella giusta direzione, l’abolizione del servizio delle botticelle, è arrivata l’ora che l’amministrazione comunale ascolti il loro appello». Un grido di dolore rimandato però al mittente dal consigliere comunale Luca Gramazio, storico difensore delle carozzelle, che ribatte stizzito: «Alcuni episodi gravi non possono e non devono condizionare il giudizio su un’intera categoria. Per la prima volta con questa consiliatura abbiamo messo regole precise per il benessere degli animali e per adeguare il servizio delle botticelle anche a tutela dei turisti».
Già, i turisti quelli che salgono in massa, spesso oltre il consentito, sulle carrozze, tanto da prospettare una specie di battaglia del Piave per la Brambilla. La strategia del ministro punta sull’impossibilità di conciliare la tradizione con un traffico quotidiano da 2 milioni di auto e 600mila scooter, un inferno per il cavallo. «Stiamo parlando di un’attività non più in linea con il sentimento popolare e che danneggia l’immagine della capitale - prosegue -. La coscienza di rispetto nei confronti degli animali e dei loro diritti, che si è affermata nel nostro Paese, rende inaccettabile la sopravvivenza di tradizioni che comportino lo sfruttamento di cani, gatti e cavalli». La recente inchiesta choc delle Iene non aiuta poi la causa della categoria. «I clamorosi incidenti di cui sono stati vittime negli anni i cavalli delle botticelle - chiude il ministro - la recente aggressione a una ragazza da parte di un vetturino e l’ipotesi di truffa documentata due settimane fa in tv rendono non più rinviabile questa decisione».
Come se non bastasse, un recente rapporto di Italia Nostra ha dimostrato quanto la presenza delle botticelle nel centro storico porti problemi alla già critica mobilità cittadina oltre a provocare continui incidenti anche mortali per i cavalli. «Le botticelle - sostiene l’associazione ambientalista - avrebbero ancora una ragione di rimanere, a testimonianza di un tempo antico, am solo se il centro storico fosse pedonalizzato».
L’iniziativa della Brambilla fa nascere lodevoli accordi bipartisan in aula Giulio Cesare. «Magari avessimo avuto noi un ministro della Repubblica favorevole all’abolizione delle botticelle» commenta la consigliera comunale del Pd Monica Cirinnà, delegata alla tutela dei diritti degli animali con la Giunta Veltroni. Sempre dalla Cirinnà, ma anche dal consigliere comunale dell’Udc Alessandro Onorato e da altri esponenti dell’opposizione è arrivata la proposta di delibera di iniziativa consiliare presentata in aula il 7 ottobre scorso che chiede all’Assemblea capitolina di deliberare il divieto assoluto di esercitare l’attività delle botticelle sull’intero territorio del Comune di Roma. Entro 90 giorni dall’approvazione del documento i vetturini avranno la possibilità di convertire la propria licenza in altre attività come ncc, taxi o utilizzare carrozzine a trazione elettrica. Facile prevedere l’ennesima pernacchia da parte dei diretti interessati.