Bottiglie sospette nel Nord Italia

Mentre proseguono le indagini sull’intossicazione della bimba di due anni a Padova, spuntano nuovi casi nel Nord Italia. L'incubo di Acquabomber è tornato nei pressi di Rovigo, dove un nuovo caso di acqua contaminata si è verificato ad Anguillara Veneta, dove una donna si è recata al pronto soccorso dopo aver bevuto acqua da una bottiglia di plastica acquistata pochi giorni prima nel supermercato del suo paese. La casalinga ha chiamato il 118 di Rovigo, lamentando forti dolori allo stomaco, alla gola e all'apparato digerente.
Èstata invece dimessa dall’Ospedale di Magenta una bambina di 7 anni, di Abbiategrasso, che venerdì scorso era stata ricoverata dopo aver bevuto del tè che aveva un forte odore di ammoniaca. L'episodio, sul quale indagano i carabinieri di Abbiategrasso, si è appreso solo ieri. La piccola era arrivata al pronto soccorso accompagnata dalla madre intorno alle 17 di venerdì: poco prima aveva acquistato una confezione di tè contenuto in un bricco monodose in uno dei discount di Abbiategrasso. Dopo aver bevuto il tè, la bambina ha manifestato un forte bruciore alla gola. I primi accertamenti avrebbero confermato che il liquido aveva un forte odore di ammoniaca, anche se la confezione non presentava fori o altri segni di manomissione. L'Asl ha quindi provveduto a sequestrare l'intera partita di tè messa in vendita nel supermercato e ha avviato le analisi.
Un’altra bottiglia d'acqua sospetta è stata segnalata a Bologna. Una donna di 30 anni ha accusato bruciori alla gola e allo stomaco, dopo aver bevuto da una bottiglia acquistata in un supermercato della città. La bottiglia, a una prima analisi, non presenta fori nè sofisticazioni. È stata comunque sequestrata dai Nas dei carabinieri, che ne analizzeranno il contenuto.