Il «Bottiglione» a De Ferrari sfida la Vincenzi

I migliori Consigli d’amministrazione si fanno, come si sa, attorno ad una tavola imbandita. Ieri sul far delle due, quando molti erano già rientrati in ufficio, al «Mentelocale» (definito ormai «il posto delle fregole» perché lì fremono politici, politicanti, belle donne, scoppiano flirt fra i più clamorosi) ecco riunito una specie di «summit» del Festival della Scienza in fase pre-Consiglio di amministrazione ufficiale. Motivo: capire la fine che farà questa bella iniziativa, dopo le «baruffe genovesi» fra il direttore Vittorio Bo e la presidente Manuela Arata. A capotavola, lui, Luca Borzani (uno dei pochi, bontà sua, che crede ancora al rilancio della cultura nella nostra terra), poi Andrea Ranieri ritornato a cercare di capire appunto la città e i suoi umori culturali, quindi Maurizio Martelli, prorettore dell’Ateneo, chiuso in un raffinato impermeabile bianco (da Sheridan), Beppe Costa «re dell’Acquario» e loro due, i protagonisti delle «baruffe», Vittorio Bo, impassibile, un po’ cupo, professorale e lei, sigaretta alle labbra, molto sulle sue, pronta a rintuzzare attacchi e contestazioni. Ognuno ha espresso il proprio parere, ha parlato lei, Manuela, (molto) lui Vittorio, (poco) poi Andrea Ranieri ha cercato di «raffigurare» con parole da tipico sindacalese (colpo al cerchio, colpo alla botte) il futuro della manifestazione, con precisi compiti e ruoli. Ed anche con precise garanzie economiche. (...)