Bottini: «Così farò del Palatino la nostra Acropoli»

Tra le priorità la bonifica della casa di Augusto. Presto nuove aree aperte al pubblico

L’area archeologica della città si estende per 257 ettari ma molti tesori sono ancora lontani dall’essere bonificati e aperti al pubblico. In particolare, la casa di Augusto al Palatino, da aprire ai visitatori dopo una bonifica che potrebbe comprendere anche il Tempio d’Apollo, secondo il piano d’azione presentato dal soprintendente archeologico Angelo Bottini. «Il Palatino è la nostra Acropoli e il Tempio d’Apollo il Partenone - ha dichiarato Bottini - ma non li stiamo valorizzando». Per aprire almeno una parte del complesso ci vorranno circa sei anni e sei milioni di euro di investimenti. «La nostra strategia sarà quella di restaurare e progressivamente aprire», ha aggiunto riferendosi anche ai rari cicli pittorici di Santa Maria Antiqua, il cui recupero è a buon punto. Con la soprintendenza comunale è stato inoltre sottoscritto un protocollo d’intesa per il progetto «Forma Roma», la messa a punto di una piattaforma informatica condivisa dei sistemi informativi di documentazione archeologica. Bottini ha annunciato le prossime esposizioni di Palazzo Altemps: a fine 2005 gli inediti materiali architettonici ritrovati nella domus venuta alla luce durante gli scavi per la rampa del Gianicolo; in primavera, una mostra dedicata alla collezioni di vasi della Magna Grecia del maestro Sinopoli.