La Bouchet si separa dopo 31 anni

La bionda attrice lascia il produttore Gigi Borghese: «Abbiamo esaurito la nostra esperienza insieme»

Cinzia Romani

Quando, 31 anni fa, Barbara Bouchet, la bella attrice di origine ceca (ma i più scafati sostengono sia una tedesca del ’43, dunque figlia della tarda Nazizeit, dove ogni padre indossava la camicia bruna) sposò l’imprenditore Gigi Borghese, aitante napoletano di buone maniere, i maschi italiani se la presero. E che cavolo, girò il commento tra quanti avevano ammirato le sue grazie desnude di nordica tutt’altro che glaciale in una cinquantina di film scollacciati, un altro sogno di carne soda imborghesisce. E già la vedevano tra bebè e babà, lei libera bionda di Liberec, soffocata di attenzioni dal suo Gigi, nel villone all’Olgiata, non più raggiungibile icona del cinefilone sexy all’italiana, ma chioccia convertita al bon ton. E adesso che l’attrice ha rivelato d’essere tornata single un po’ di stupore si avverte.
«Tra me e mio marito non è accaduto nulla di drammatico, ma oggi ci siamo accorti di aver esaurito la nostra esperienza di vita insieme» ha commentato la Jane Fonda italiana. Chi non ricorda, infatti, le videocassette per massaie palestrabili direttamente a casa loro, con la bionda Barbara intenta a diffondere consigli per rimanere in forma? Avendo avuto un figlio a quarantacinque anni, del resto, il minimo che ci si aspetta da una donna come la Bouchet è che si dia alla ginnastica. «Non ho tanta voglia di parlare della mia separazione» spiega mesta al telefono l’ex-signora Borghese. Capita che ci si lasci, anche dopo un lungo matrimonio. E forse, in questa svolta verso l’indipendenza, magari c’entra la ritrovata fama di bella presenza sottostimata, non poco incentivata da un suo antico fan, il regista Quentin Tarantino. Dal 1969 al 1981, d’altronde, Barbara Bouchet ha girato cinque film l’anno, impinguando i botteghini con le sue apparizioni sotto la doccia, sopra la coperta, dentro l’ascensore, dietro il letto.
E pensare che avrebbe dovuto sposare Omar Sharif, altro energico uomo del sud. «Avevamo già comprato una villa in Francia, ma quando lui mi raccomandò di non riempirla di quadri alle pareti e di ninnoli sui mobili, lasciai perdere: io sono una da mercatino, adoro Porta Portese e non so fare a meno dei soprammobili», ha dichiarato al Giornale l’interprete di certi gialli non male. Da Milano calibro 9 a Non si sevizia un paperino, la Bouchet ha lasciato la propria gradevole impronta non solo nel filone rosa. «Con Gigi ci rispettiamo e ci vogliamo bene» recita l’attrice in un’intervista a Chi. «Ho un grande senso della famiglia e ho preferito anteporre i miei due ragazzi alla mia vita. E forse, non è stata neppure la cosa più giusta» si è giustificata l’attrice, che presto vedremo in due fiction: Capri e La provinciale. «Sono tosta e non mi spaventa l’idea di ricominciare a sessant’anni passati», promette la Bouchet. «L’aver superato la depressione mi ha fatto riacquistare fiducia. Mi ha fatto tornare la voglia di vivere e di lavorare». Sarà per questo, forse, che Barbara Bouchet, con l’anno nuovo, si rimette in pista tutta sola. Come fanno molte donne mature, che nell’anzianità ritrovano quella forza del carattere, per troppo a lungo impiegato a ottenere la felicità domestica soltanto.