Bove, ai funerali lacrime e polemiche

Amici e parenti difendono la memoria del dirigente Telecom e lanciano accuse

da Roma

«L’unico peccato che ha commesso è quello di essersi tolto la vita». Le parole del capo della Mobile napoletana Vittorio Pisani rispecchiano il clima dei funerali di Adamo Bove, il manager della sicurezza di Telecom che si è ucciso venerdì scorso, forse vittima di una «insopportabile gogna», come ha aggiunto poi ancora Pisani.
Lacrime e polemiche nella basilica di Santa Chiara affollata da 400 persone, tra cui tantissimi dei suoi ex colleghi in polizia, e sospetti e dubbi anche nelle parole del fratello Guglielmo, responsabile dell’ufficio legale della Telecom, che oggi sarà interrogato in procura a Napoli e che ieri ha anticipato in un’intervista le sue perplessità sul suicidio. Rivelando, tra l’altro, che da tempo «qualcuno stazionava sotto casa» di Adamo, come lui stesso gli aveva raccontato una decina di giorni fa. Una circostanza che Bove non avrebbe fatto in tempo a denunciare. «Conoscendo mio fratello - ha poi commentato Guglielmo - non posso pensare che abbia deciso di togliersi la vita».
Proprio la concomitanza tra l’interrogatorio previsto per ieri e i funerali ha portato al rinvio dell’audizione - come persona informata dei fatti, del gemello di Adamo Bove, che incontrerà solo oggi il pm Giancarlo Novelli. Il magistrato, ieri, ha partecipato a un vertice in questura con il dirigente della squadra Mobile Vittorio Pisani (anch’egli reduce dai funerali di Bove) per tirare i fili dell’inchiesta e pianificare i prossimi passi.
Si lavora ancora alla ricerca di testimoni oculari per capire la dinamica del suicidio, sia incrociando i dati dei telepass segnalati in passaggio al casello di via Cilea venerdì che analizzando le immagini delle telecamere di sicurezza attive sulla tangenziale di Napoli. L’attività d’indagine al momento si concentra poi sulle ultime telefonate in entrata e in uscita dal cellulare di Bove, in particolare su un paio di conversazioni che secondo i tabulati apparirebbero particolarmente lunghe. Sotto la lente d’ingrandimento anche due o tre sms il cui contenuto apparirebbe rilevante ai fini dell’inchiesta sulla morte del security manager di Telecom.
Anche il telepass installato sulla Mini One di Bove potrebbe dare qualche risposta agli inquirenti sulle ultime ore di vita dell’ex poliziotto. Si spera di capire se nel lasso di tempo intercorso tra il momento in cui aveva lasciato la moglie in un appartamento in ristrutturazione e l’ora del suicidio il dirigente dell’azienda di telecomunicazioni si sia spinto in autostrada, nel qual caso i suoi spostamenti sarebbero stati memorizzati al passaggio dal casello.