Bovisasca, altro mini-sgombero: scontro tra la rom e Santanchè

Seconda puntata dello sgombero alla Bovisasca. Altre quindici baracche al suolo, 114 nomadi controllati dalle forze dell’ordine e 30 allontanati, ancora residenti e comitato di quartiere contro «l’ennesima mossa dimostrativa e inutile».
Va avanti a singhiozzo l’operazione di recupero dell’ex area Montedison indicata dagli esperti come un’autentica bomba tossica perché gravemente inquinata da veleni industriali, arsenico in testa. Ieri mattina poliziotti e vigili (una cinquantina di agenti in tutto) si sono ripresentati al campo in compagnia delle ruspe, per procedere alla messa in sicurezza di un’ulteriore porzione occupata dai rom. Cinque le persone (quattro ragazze, un adulto) trovate senza documenti e accompagnate in Questura. Il vicesindaco, Riccardo De Corato, parla di «interventi graduali, predisposti dal prefetto Lombardi, in base a quanto stabilito dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Ora alleggerimenti e allontanamenti avverranno in tempi certi e ravvicinati». Poi ecco l’emergenza umanitaria. Cinquecento donne e bambini da accogliere, ma nei centri del Comune c’è posto solo per 35. «Per poter rispondere al Tribunale dei minori - spiega De Corato - occorre che Stato e Provincia mettano a disposizione spazi adeguati, ma nessuno si fa vivo. E non serve a nulla la manovra dei centri sociali, che stanno cercando di aizzare la resistenza degli 800 abusivi. Intanto - annuncia il vicesindaco - la polizia municipale continua a identificare migliaia di stranieri. In Prefettura c’è una lista di 30 soggetti da rimpatriare: prostitute, accattoni, gente che vive d’espedienti e contro le leggi. Aspettiamo provvedimenti». Le acque, in Bovisa, restano cattive. Daniela Santanché, candidata premier per La Destra, è tornata sul campo «a verificare gli impegni presi dal prefetto, come farò ogni giorno fino a quando la favela non sarà cancellata. Abbattere 15 baracche non basta. La Bovisasca è un califfato sottratto alle regole: inaccettabile per Milano. Perché gli italiani hanno l’obbligo di mandare i loro figli a scuola e invece i rom li mandano a rubare, restando impuniti?». Proprio in materia di educazione c’è stato un acceso scambio di «vedute» tra la parlamentare uscente e la candidata per la Sinistra arcobaleno, Diana Pavlovic, di origini rom. «Ho ricevuto minacce e insulti, come se fossimo noi gli irregolari - riferisce la Santanchè -. Che attacca: «I milanesi sanno bene che certi sgomberi annunciati e mai portati a termine sono soltanto balle. La verità è che a Palazzo Marino manca la volontà politica di risolvere il problema, una volta per tutte».