Bowling a Milano, la passione «rotola» in pista

Anche le donne tengono alto l’onore della disciplina: le sorelle Mapelli, e Alessandra Morra tra le nuove «star»

Milano capitale incontrastata del bowling: solo in città e immediata periferia sono sette gli impianti per un totale di 126 piste dove rotolano sfere da otto chili alla conquista dell’agognato strike. Enzo, 12 anni: «Amo questo gioco perché le bocce hanno colori fantastici». Kevin, 15 anni: «Le animazioni grafiche dei monitor che riportano i punteggi sono davvero divertenti, come quella del doppio strike che riproduce un gorilla malmenato da una boccia». Luca, 17 anni: «Mi piace perché qui si riesce a rimorchiare meglio che in discoteca e l’ambiente è più sano». Impressioni carpite al Bowling Loreto, in via Cavezzali: un grandissimo spazio con 20 piste oltre a calcetti, tavoli da biliardo, ping pong e videogiochi che simulano ogni sorta di avventura.
In effetti varcare l’entrata di uno di questi locali equivale a un piacevole salto spazio-temporale: l’ambiente dei bowling milanesi è quello della provincia americana degli Anni Sessanta. Al Bowling Corvetto, in via Marco d’Agrate, 23 si arriva scendendo le scale di un ampio seminterrato. Anche qui l’atmosfera è da centro polivalente del divertimento, dove i suoni dei videogiochi mischiati a quelli delle bocce che impattano sui birilli, producono un gradevole cocktail di baldoria controllata. Approdato dagli Usa negli Anni Sessanta, il bowling a Milano non è mai passato di moda. Un passatempo «vintage» che piace anche perché costa meno del cinema: i prezzi variano mediamente da tre a cinque euro a persona, secondo che si scelga di giocare di pomeriggio, la sera, o nelle giornate festive. Sulle piste trovi bambini, adolescenti, adulti ma anche squadre aziendali: Banca Intesa ha una sua formazione, così come le Ferrovie dello Stato, le Poste, l’Inps o l’Amsa. Tutti a giocare con lo stesso impegno dei «professionali» che di solito si esercitano nelle prime due o tre piste che ogni impianto mette loro a disposizione.
«Il successo di questo sport - dice Rosalba Carrillo, 46 anni, istruttrice e presidente del Comitato provinciale Fisb (La Federazione italiana sport bowling associata al Coni) - consiste nel fatto che può essere praticato da tutti e a ogni età. Basta non avere lombalgie o problemi al ginocchio». Secondo gli appassionati, per imparare bastano costanza e capacità di concentrarsi anche nelle sale più chiassose: «Se il giocatore è nervoso - prosegue Rosalba Carrillo - la boccia va dove vuole lei e addio punti». Non per nulla è considerato dagli addetti ai lavori uno sport impegnativo, secondo solo al golf per le difficoltà e le variabili che presenta: la qualità del legno della pista, la sua oliatura, la superficie di gioco che cambia da impianto a impianto sono fattori in grado di condizionare pesantemente i risultati di una partita.
Ragazzini e frequentatori occasionali a parte, a Milano ci sono 22 club organizzati nella Fisb con oltre 1.100 tesserati che disputano gare a vari livelli. Tra i più forti è d’obbligo citare i Cobra e i Black Eagles che tra i loro ranghi hanno campioni del presente e del passato come Triulci, Braghieri, Barbieri e Novelletto. Quest’ultimo è stato capitano della Nazionale nel 1971 quando ai mondiali di Milwaukee, negli Usa ovvero nella tana del lupo, la squadra tricolore ottenne un clamoroso terzo posto. Ma oggi ci sono anche le donne a tenere alto l’onore del bowling milanese: Daniela Esposito, Mitti Fasano, le sorelle Mapelli e Alessandra Morra sono nomi di grande rispetto nel mondo vivace delle bocce americane made in Italy.