Il box lo chiama via radio e Fisico finisce nella sabbia

nostro inviato a Barcellona

10 Alonso e la Renault. Serve una lente d’ingrandimento per individuare errori e sbavature. Semplicemente perfetti.
7 Schumacher e la Ferrari. Ineccepibile la gara del tedesco e della Ferrari. Ma il circuito birichino di Barcellona ha preso in giro le gomme Bridgestone: sabato volavano, domenica annaspavano. Doveva essere oro, è stato argento.
6 Fisichella e la Renault. Macchina da 8, pilota, stavolta, da 4. La media è 6. Perché 4? La risposta nelle parole di Fisico: «Ero in piena curva quando mi ha chiamato via radio il mio ingegnere e sono andato largo...».
7 Massa e la Ferrari. In fondo ha fatto la gara del suo capitano Schumi, restando però due passi più indietro. Unico neo: quel filo di iella tipicamente brasiliana - ma potremmo dire barrichelliana - che gli ha fatto incontrare troppo traffico.
7,5 Raikkonen e la McLaren. Il voto è tutto del pilota. Una grande gara con una McLaren che sembra quasi la vecchia Minardi. «Con questa monoposto non ho speranze», ha detto Kimi.
4 Montoya e la McLaren. Testa-coda: un errore da principiante.
5 Briatore. Poteva risparmiarsi la polemica del sabato con la Ferrari, quando ha alluso a cose non meglio specificate (gli alettoni flessibili, ndr) che facevano volare la Rossa.
8 Todt. Per la risposta alle allusioni di Briatore: «Io rispondo solo alle cose concrete, comunque se non è capace di vedere che avevamo solo meno carico aerodinamico e per questo eravamo più veloci in rettilineo...».
2 Ralf Schumacher e la Toyota. Uscire di gara perché tamponi il compagno di squadra non è da fuoriclasse, ma è nulla rispetto a tamponare il fratello (stagione 1997).