La boxe per riconquistare Milano s’aggrappa al campione Piccirillo

L’taliano, professionista da 15 anni, sfidato dal lunghissimo inglese Jones

In Inghilterra ci sono 1000 pugili professionisti, in Italia 140. In Germania un canale televisivo può destinare anche tre milioni di euro per una riunione di boxe, in Italia fanno fatica a sganciarne ventimila. Ecco perché ritrovare la boxe al Palalido di Milano, con tanto di campionato d’Europa in cartello (85.000 euro il totale borse), diventa una chicca quasi da Guinness. Il sempre più scarnificato mondo del pugilato italiano è aggrappato ad atleti ultratrentacinquenni.
Palalido e Vigorelli, negli ultimi anni, hanno scosso qualche migliaio di spettatori. Stasera c’è il rischio di sentirsi al freddo e un po’ solitari, nonostante la presenza di alcune centinaia di inglesi: Milan-Roma, giocato a un chilometro dal Palalido, risucchierà qualche altra manciata di appassionati italiani. La sfida dei due Michael probabilmente è molto più attraente per il pubblico inglese, tanto che la tv di quelle parti ha investito forte per mandare a buon fine questo campionato d’Europa dei medi junior (Italia 1, ore 22,55). Michele Piccirillo, che da sempre si fa chiamare «The gentleman», è l’ultimo campione della serie: 15 anni da professionista, 50 incontri nel curriculum, una boxe lineare, talvolta sparagnina, tre sconfitte, diverse cinture nel record compresa quella di campione del mondo dei welters Ibf. Ogni volta pensi: sta per smettere. Ed invece non smette mai. «Finché avrò stimoli continuerò». Ben sapendo che la boxe nostra sta diventando desertica. Vero, ci sono tre coronati in Europa ed uno nel mondo, ma sembrano di passaggio. In Inghilterra i pesi massimi sono 70 e 140 i medi junior. Noi li contiamo con una mano. Siamo già al miracolo. Stavolta la curiosità del match di Piccirillo sta nella statura di Michael Jones, pertica di 1.85 (otto centimetri più del nostro) in una categoria dove il peso non deve superare kg 69,853: dovrebbe essere solo pelle e muscoli. Jones viene da Liverpool, ha 32 anni e va in palestra da quando ne aveva 11, si fa chiamare «The destiny», ama golf e pesca, è un pugile tecnico ed ha sofferto due sconfitte quando ha incrociato il pugno pesante di Jaime Moore. Con Piccirillo non rischia la stessa fine e questo potrebbe essere il segreto di un match dove lo sfidante ha combattuto la metà (26) degli incontri del campione. Non è un buon indizio, ma stasera nel cartellone c’è anche di peggio.