La Boy band è diventata grande: all’Idroscalo 30 anni di pop-rock

In salute, come non mai. Dopo quasi trent’anni di carriera e settanta milioni di dischi venduti nel mondo, i Duran Duran provano a imitare la formula segreta dei Rolling Stones: restare insieme una vita, accontentare i nostalgici, convincere i nuovi adepti. Sembra ci stiano riuscendo, con un nuovo album, Red Carpet Massacre, realizzato con l'aiuto strategico della coppia Timbaland-Justin Timberlake, la più corteggiata del momento sul fronte degli arrangiamenti e dei suoni innovativi. Per completare l’opera del grande ritorno occorreva anche un tour e che fosse innanzitutto europeo. Ed ecco la loro ultima fatica itinerante che è partita il 18 giugno da Bruxelles e che al Belpaese dedica ben sette, attesissime, date. La cosa non stupisce.
Quando i Duran Duran esordirono nel 1981, il nostro Paese fece addirittura da traino nel portare la band inglese alle vette del successo.
Erano gli anni del glamour post-punk: in America, si diffidava di quei musicisti con troppi lustrini e mascara.
Nel Regno Unito la concorrenza pop era altresì agguerritissima, il Belpaese invece impazzì e si divise in breve in due fazioni: chi tifava Spandau (Ballet) e chi Duran (Duran), punto e basta.
Lo scontato paragone con la Beatles mania - con la tipica iconografia di ragazzine in delirio, svenimenti, mercato dei gadget alle stelle - da noi ebbe per i Duran Duran i crismi della plausibilità.
Milano, poi, è un passaggio imprescindibile, essendo una città che, a Simon Le Bon e soci, ha sempre regalato molte soddisfazioni, sin dai favolosi anni Ottanta. Dunque, i Duran Duran sono pronti a salire sul palco dell'Idroscalo per raccontare per filo e per segno, in due ore live, l'ultima fatica discografica, con brani come Valley, che dovrebbe introdurre lo show, Falling Down, Skin Divers, Nite Runner. Per trascinare i fan più accaniti nei territori ben conosciuti, non mancheranno le storiche Save a Prayer, Rio, Wild Boys, Girls On Film, Hungry Like The Wolf, Notorius. La cosa sfiziosa per i fan è che i Duran Duran sono esattamente «quei» Duran Duran: Simon Le Bon (voce), Nick Rhodes (tastiere), Roger Taylor (batteria) e John Taylor (basso) compongono l'originale formazione che per la prima volta apparve al pubblico, ai tempi di Planet Earth.
Accanto a loro, per completare un sound che gli interventi di Timbaland hanno reso più fresco e attuale, il chitarrista Dom Brown, la corista Anna Ross e il sassofonista Simon Willescroft.
A proposito dei nuovi percorsi sonori della band, «rinata» a un pop più adatto alle nuove generazioni, Simon Le Bon e compagni si sono tolti lo sfizio di punzecchiare persino una numero uno come Madonna: «Ci copia, e lo fa da anni - ha sibilato senza troppi complimenti John Taylor -. Per il suo ultimo album Hard Candy ha arruolato gli stessi produttori del nostro Red Carpet Massacre». Il segreto per stare insieme negli anni? Lo ha rivelato sempre John Taylor: «Parliamo poco. O meglio, discutiamo poco: si evita di discutere di politica e religione, ad esempio. Preferiamo parlare di musica, dei nuovi talenti sulla scena, di dove sta andando il pop e il rock».
Duran Duran
Idroscalo Arena
Ore 21, 28 euro
Info 02530 06 501