La «boyband» ha messo su famiglia

Le boyband non passano di moda. Sono tornati i Take That e hanno avuto un successo trionfale. Sono tornate le Spice Girls. Ora è la volta dei Backstreet Boys, che mercoledì 30 saranno al Palalottomatica. La loro storia è più lineare, non hanno mai annunciato un vero scioglimento, anche se tra il 2001 e il 2005 hanno provato a concentrarsi sulle carriere da solisti. Dal ’93 a oggi non hanno mai cambiato formazione, ma nel 2006 hanno dovuto rinunciare a Kevin Richardson. Tornano a Roma per presentare Unbreakable, l’album pubblicato alla fine del 2007, ma naturalmente dal vivo proporranno il meglio della loro esperienza artistica: luci, musica, coreografie e le canzoni, vecchie e nuove, che hanno fatto e continuano a fare la storia di questa band. In 15 anni di attività i Backstreet Boys hanno dominato il panorama musicale, conquistando le frequenze radiofoniche e le classifiche di tutto il mondo. Prova tangibile, la vendita di oltre 75 milioni di copie dei loro album. Quelli che al debutto erano degli adolescenti ora sono cresciuti e, in alcuni casi, hanno anche messo su famiglia. Hanno registrato progetti solisti e hanno affrontato le difficili scene del musical a Broadway. La pubblicazione di Unbreakable, sesto album della loro carriera, è l’occasione per tornare a calcare i palchi di tutto il mondo. «È incredibile essere ancora qui - ha raccontato Howie Dorough - se penso che molti degli artisti, delle boy-band e dei rapper che hanno iniziato assieme a noi ora sono svaniti nel nulla. Guardiamo a icone come gli Eagles, i Rolling Stones o gli Aerosmith esempi di imperitura determinazione». Dorough parla anche della svolta a livello musicale che ha caratterizzato il ritorno in scena dei Backstreet Boys, nel 2005 con Black and blue. «Le sonorità rock ci limitavano rispetto al passato - spiega Howie - soprattutto dal punto di vista della coreografia. In studio abbiamo registrato più di 30 brani, ma abbiamo deciso che l’album dovesse tornare a orientarsi verso una zona di maggior equilibrio. Il nostro pubblico di sempre doveva capire che non avevamo perso di vista ciò che eravamo sempre stati. La performance è per noi una componente essenziale». E il pubblico del Palalottomatica certamente se ne accorgerà.