Bpi, 94 milioni di Fiorani nelle casse dello Stato

da Milano

È bastata un’ora o poco più. Un colloquio, dall’esito ormai scontato, fra gli emissari della Procura di Milano e i vertici dell’ex Bpi (oggi Banco Popolare) nel sancta sanctorum che fu di Gianpiero Fiorani. È andato tutto secondo il copione: il gip Clementina Forleo ha confiscato 94.237.412,83 euro, ovvero l’ammontare esatto delle plusvalenze realizzate a suo tempo dalla Bpi di Fiorani nel tentativo di scalata ad Antonveneta. Il 26 giugno scorso, l’istituto di credito era stato ammesso al patteggiamento proprio dopo aver concordato con la Procura il pagamento di questa cifra, ora nelle casse dell’erario. Si vede finalmente un risultato concreto nella complessa indagine sulle disinvolte trame dei “furbetti del quartierino“: «Un’ottima notizia», secondo il presidente dell’Adusbef Elio Lannutti.
Naturalmente la banca potrà rivalersi su Fiorani. Fra l’istituto di credito e l’ex banchiere è in corso una difficile trattativa che non è ancora approdata a un accordo: Fiorani avrebbe offerto un risarcimento di circa 30 milioni di euro ma Lodi considera la cifra insufficiente. La mediazione va avanti.
E prosegue anche l’udienza preliminare in cui Fiorani, accusato di associazione a delinquere finalizzata all’aggiotaggio, è imputato insieme all’ex Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio e al finanziere Emilio Gnutti: l’appuntamento in aula è fissato per il 18 dicembre. Via Nazionale non si è costituita parte civile contro Fazio; Gnutti, invece, potrebbe patteggiare come aveva fatto di recente per l’insider trading di Unipol.
Ma per lui sono in arrivo nuovi guai: i pm Carlo Nocerino e Maria Letizia Mannella gli hanno notificato proprio ieri l’avviso di chiusura dell’indagine per la maxievasione fiscale da 679 milioni di euro della Bell, la società che formalmente era residente in Lussemburgo ma, a sentire gli investigatori, operava invece in Italia.
Il fascicolo era stato inizialmente archiviato, ma poi proprio dal lavoro di scavo sulle scalate bancarie sono arrivati nuovi elementi e i Pm hanno deciso di contestare alla Bell l’omessa denuncia delle dichiarazioni dei redditi relative agli anni 2001 e 2002. Non è l’unica novità.
La Procura ha aperto un filone relativo a un’altra tentata scalata: quella alla Banca del Titano di San Marino. Nel mirino del gip Forleo, che ha sequestrato le quote di 7 società per un valore di 50 milioni di euro, ancora una volta Gianpiero Fiorani, aiutato nell’impresa dall’agente dei vip Lele Mora.