Bpi, cede Antonveneta ad Abn per 26,5 euro

La Procura di Roma sente come testi due ispettori della vigilanza

da Milano

Riunione fiume per il consiglio di amministrazione della Banca Popolare Italiana chiamato ad esprimersi sulla cessione ad Abn Amro del pacchetto del 29,4% detenuto in Antonveneta. La discussione, iniziata a metà pomeriggio, si è conclusa in nottata con la cessione della quota, come previsto, a 26,5 euro ad azione. L’operazione dovrà essere perfezionata entro il prossimo 21 settembre ed è subordinata al dissequestro delle azioni da parte della Procura di Milano e alle valutazioni delle Autorità competenti (tra cui Banca d’Italia e Consob). All'ordine del giorno, oltre all’accordo con Abn, non c’erano altri punti di particolare rilievo. È da presumere dunque che il confronto che ha portato all’intesa con gli olandesi sia stato serrato, anche per le complesse problematiche legali coinvolte.
Il passaggio agli olandesi è infatti legato alla revoca da parte di Consob e Bankitalia delle due offerte lanciate a suo tempo da Bpi. Le due opa sono attualmente sospese ma in teoria rimangono ancora in piedi, in particolare quella obbligatoria imposta dalla Commissione dopo aver accertato il concerto fra Bpi, Stefano Ricucci, Emilio Gnutti, Danilo Coppola e i fratelli Lonati. Con un accordo firmato con Abn, la Popolare potrà inoltre presentarsi alla Procura di Milano e al custode Emanuele Rimini, che hanno avuto diversi approcci con i legali di Lodi nelle ultime settimane, per chiedere il dissequestro della partecipazione che vale oltre 2 miliardi di euro e avere così mano libera per la vendita.
Con la quota di Bpi in mano, Abn (che possiede il 29,9% della banca e salirà quindi al 60%) dovrà a quel punto lanciare un'opa sulla parte restante del capitale di Padova e assicurarsi il controllo dell'istituto. Anche le quote degli altri concertisti dovrebbero essere poi sbloccate per poter aderire all'opa.
Il prezzo dell'opa sarà sempre di 26,5 euro.
Da segnalare l’ottimismo di Pietro Montani, ad di Antonveneta che durante la conference call con gli analisti sui risultati semestrali ha detto che la situazione patrimoniale dell’istituto è ora più forte e questo potrebbe consentire alla banca di entrare in una fase di espansione.
Intanto proseguono le indagini della magistratura sulla vicenda. Sotto la lente della procura di Roma sono finite ieri le ispezioni compiute da Bankitalia alla ex Popolare di Lodi. Dopo il capo degli 007 di palazzo Koch, Nicola Stabile, sentito come persona informata sui fatti, il procuratore aggiunto Achille Toro e il pm Perla Lori, hanno sentito, sempre in qualità di testimone, Giampiero Longo, anche lui dell'area ispettiva della Banca d'Italia. I nomi di Stabile e Longo, compaiono in una intercettazione telefonica disposta dalla procura di Milano. In particolare Longo, parlando con il suo capo, lamenta una mancata consegna da parte dei responsabili dell'istituto di Fiorani, di alcuni «call», documenti o contratti.