Bpi, dall’Abi tre mesi di sospensione

Domani la decisione. Nell’esecutivo la scelta dei saggi per la successione a Sella

Mario Attanasio

da Milano

Mezzo perdono per Bpi. Salvo sorprese la ex Lodi dovrebbe essere sospesa per soli tre mesi dall'Abi, l'associazione che riunisce le banche italiane. È questa la decisione che, secondo indiscrezioni, sarà presa domani mattina nell'esecutivo di Palazzo Altieri. Si conclude così con una pena soft la procedura di sospensione avviata nel dicembre scorso: la penalità massima, secondo lo statuto, era di dodici mesi. Al momento del via alla procedura il presidente dell'Associazione delle banche Maurizio Sella aveva annunciato anche che l'Abi si sarebbe costituita parte civile nei confronti dell'ex numero uno Gianpiero Fiorani .
La decisione sembra tenere conto della discontinuità garantita dal nuovo vertice della Bpi e che lo stesso amministratore delegato Divo Gronchi aveva assicurato agli altri banchieri proprio a dicembre. Nell’ultima riunione del 2005, Gronchi aveva pure promesso di risarcire tutti i clienti che avevano subito l'addebito di spese non dovute sul conto. E la promessa è stata confermata nel corso del procedimento di sospensione: nella memoria che la Bpi ha inviato all'associazione, Gronchi ha messo in evidenza le decisioni prese per cambiare top management e organi societari. Ma, soprattutto ha fatto riferimento al «progetto fiducia», un'iniziativa avviata per migliorare i rapporti con clienti, in particolare quelli danneggiati, ai quali, appunto, è stata assicurata la restituzione del denaro sottratto.
La sospensione di Bpi non è comunque l’unica decisione attesa dall’esecutivo Abi: si aprono infatti ufficialmente le danze per la successione di Maurizio Sella, in scadenza a luglio: domani saranno nominati i tre saggi - uno dei quali dovrebbe essere il presidente di Banca Intesa Giovanni Bazoli - chiamati a individuare il nuovo numero uno. Tra i banchieri si scommette su tre candidati: il presidente della Bnl Luigi Abete, il numero uno dio Bpm Roberto Mazzotta e il vicepresidente di Unicredit Carlo Salvatori.