Bpi, Gronchi incontra Deutsche

Si allunga la lista dei pretendenti alla ex Lodi. Il ritorno al nome originale

da Milano

L’ultimo in ordine di tempo è stato il numero uno di Deutsche bank Italia. Gianni Testoni e Divo Gronchi si sono incontrati ieri alle sette di sera a Lodi, secondo quanto è in grado di anticipare il Giornale, per fare un primo ragionamento sul futuro della Popolare italiana. Si allunga così la lista dei possibili pretendenti della banca lodigiana. Popolare Verona e Popolare Milano se la contendono all’arma bianca (anche da questo nasce il niet di Verona alla candidatura del numero uno di Milano alla presidenza dell’Abi), il Monte dei Paschi di Siena ci ha fatto più di un pensierino. E la Popolare di Vicenza, dal quale Gronchi è arrivato, è lì alla finestra con una voglia matta di proporre un accordo tra pari: anche se la banca guidata da Zonin non solo non è quotata, ma si attribuisce un valore decisamente inferiore ai 4,5 miliardi che il mercato valuta Lodi. Discorso diverso se Vicenza riuscisse a portarsi a casa la Intra, aumentando così le proprie dimensioni.
In mezzo a questi appetiti, Gronchi cerca di tappare le falle. Il «deficit reputazionale» che caratterizza la Bpi va infatti sottratto al valore di Borsa e la rende una delle poche prede onsale sul mercato italiano. Persino all’Abi hanno avuto, nel comitato esecutivo di un mese fa, la faccia tosta di chiedere a Gronchi di riportare il nome della popolare da italiana a «Lodi», per non macchiare la «reputazione» di cui godrebbero le nostre banche. Nel frattempo, come anticipato dal Sole 24 Ore, potrebbero essere di fatto raddoppiate le rettifiche di bilancio. Se così fosse il management della banca potrebbe trovarsi in condizioni patrimoniali non in linea con le richieste prudenziali di Banca d’Italia. Una situazione di debolezza che alimenterebbe gli appetiti e la moral suasion (ma esiste ancora?) di Banca d’Italia. Ma la questione potrebbe essere affrontata con anticipo da Gronchi e dai suoi uomini. Qualche contatto per la cessione della ricca provincia del credito al consumo, raggruppata in Ducato, è già in corsa: si tratta di uno dei business del parabancario più in voga del momento. Risorse potrebbero essere recuperate anche con la cessione della rete di promotori raccolti in Bipielle Net. E a Lodi si è anche vista l’opportunità di una possibile importante cessione immobiliare.
La realtà è che il mercato sta annusando un nuovo passo nel risiko bancario: più facile nel secondo livello, quello delle popolari, meno politicamente compromettente delle grandi fusioni. Eppure, come confessa un banchiere al Giornale, le «Popolari sono come le top model, le guardi passare, sono belle, per un po’ saranno le regine delle passerelle, e tu magari ci stai a due metri di distanza. Ma da questo al pensare di poterci uscire a cena ce ne passa».