Bpi pronta a cedere la sua quota in Rcs

da Milano

Ci sarebbe un acquirente per il pacchetto di azioni Rcs in mano alla Bpi: il nome del potenziale compratore è sconosciuto, ma si sa che potrebbe acquisire tutto il pacchetto, o anche solo una quota, con l’obiettivo di entrare a far parte del patto di controllo di Rcs, che oggi raggruppa il 63,52% del capitale e che è stato rinnovato per tre anni nello scorso marzo. Fuori dal patto, che raggruppa 15 soci, ci sono Benetton e Toti, ciascuno con circa il 5% del capitale. Il nuovo azionista sarebbe gradito dagli azionisti forti del patto, anche se nessuna decisione sarebbe stata ancora presa. Lo scriveva ieri Il Messaggero, secondo il quale ai prezzi di Borsa attuali Bpi potrebbe cedere tutte le azioni in suo possesso (il 5,898% del capitale) per una somma vicina ai 160 milioni. Il prezzo di carico è di 4,51 euro, più alto di quello borsistico che venerdì era di 3,68 euro, e Divo Gronchi, ad della Popolare Italiana, punterebbe a realizzare un prezzo più vicino alla cifra pagata a suo tempo alla Magiste di Stefano Ricucci, da cui aveva acquistato la quota. Diversamente da quanto era stato prospettato inizialmente, la vendita non verrebbe fatta attraverso un prestito convertibile, ma direttamente: il compratore, infatti, sarebbe spinto da motivazioni non finanziarie ma dal desiderio di entrare a far parte del gruppo di controllo dell’editrice. Secondo il quotidiano romano, nella vicenda potrebbe avere un ruolo importante Mediobanca, che è advisor per la fusione con la Popolare Verona, ma che è anche principale azionista Rcs con il 13,257 per cento.