Bpi, schiarita sul pacchetto Rcs

Il mercato scommette sulla soluzione: la società editoriale in rialzo del 3%. Per la Popolare più 2,72

da Milano

Il numero uno di Banca Popolare italiana, Divo Gronchi incontra gli advisor di Stefano Ricucci e la Borsa sembra fiduciosa in una positiva conclusione della vicenda del prestito da 790 milioni di euro concesso dalla Bpi alla Magiste in cambio del pegno sul 14,7% dei titoli Rcs. Entrambi i titoli coinvolti hanno avuto una giornata brillante a Piazza Affari: Rcs MediaGroup ha chiuso in rialzo del 2,96% a 4,319 euro. Bene anche Bpi, con una chiusura in rialzo del 2,72% a 8,245 euro.
L'incontro tra i consulenti di Magiste e il direttore generale di Bpi è stato definito «proficuo» da Guido Roberto Vitale, il consulente a cui Stefano Ricucci ha affidato la soluzione del caso. «È stato un proficuo incontro di lavoro», ha detto Vitale senza però aggiungere dettagli. Nel pomeriggio era in programma un consiglio di amministrazione di Bpi, di carattere ordinario e convocato da tempo. Gronchi ha riferito sul vertice.
La banca lodigiana ha inviato la scorsa settimana due lettere di messa in mora chiedendo il rientro dell'esposizione con scadenza a metà gennaio. Ma si lavora per trovare un accordo che eviti di mettere a repentaglio la continuità del gruppo di Ricucci. Esercitando il pegno la banca lodigiana si troverebbe in caso di fallimento dell’immobiliarista, esposta al rischio delle revocatorie. La questione è complicata anche dal permanere del sequestro sui titoli Antonveneta in mano a Ricucci (poco meno del 5%). Il «blocco» riduce ulteriormente gli spazi di manovra e di respiro finanziario dell’immobiliarista.
Ma la giornata di ieri è stata importante anche come tappa di avvicinamento all’assemblea della fine di gennaio. All’ultimo punto dell’ordine del giorno del consiglio di consiglio di amministrazione era prevista una discussione sulla lista proposta dai vertici per il rinnovo del cda che sarà eletto all'assemblea del 28.
Le polemiche non sono mancate. La riunione del board in agenda alle 15 è iniziata dopo le 18 e a tarda sera il confronto era ancora in corso. Secondo indiscrezioni . Tra i nomi proposti vi sono quelli di Vittorio Coda, docente della Bocconi, Maria Luisa di Battista, docente di economia alla Cattolica e Bruno Giuffrè, cui si aggiunge Roberto Schmid, ex-rettore dell'università di Pavia. Nella rosa dei candidati vi sarebbero poi Costantino Coccoli, Pier Antonio Ciampicali, Enrico Perotti (presidente della camera di commercio di Lodi) e di Andrea Guidi (vice-presidente di Assoindustria di Lucca). Tra gli attuali consiglieri in lista per il nuovo cda vi sono ovviamente Piero Giarda (da poco cooptato in consiglio) e Divo Gronchi, oltre a Giorgio Olmo e a Duccio Castellotti, ex-direttore regionale della Coldiretti.