Bpi stringe sulle nozze. Leoni: «Clima positivo»

da Milano

Battute finali per il matrimonio di Popolare italiana con Bper o Bpvn. Il presidente Piero Giarda accompagnato dall’ad Divo Gronchi e dal direttore generale Franco Baronio hanno incontrato ieri separatamente i vertici delle due pretendenti che dovranno presentare un’offerta vincolante entro venerdì. Mentre fervono i contatti per costituire un fronte comune tra i consiglieri che rappresentano il territorio «lodigiano», ancora ago della bilancia della vicenda, Bper e Bpvn hanno così avuto accesso alla data room e hanno soppesato i ritocchi chiesti dal cda della Bpi il 4 ottobre scorso. Migliorie sul lato della governance per quanto riguarda Bpvn e su alcuni aspetti industriali per la Bper, mentre l’aspetto economico (entrambe le proposte oscillano tra gli 11,5 e 12 euro) non sarebbe in discussione. Il programma serrato tracciato, su invito dalla Consob, dagli advisor Mediobanca e Rothschild per limitare al minimo le turbolenze di mercato prevede un nuovo incontro domani. La prima a essere ricevuta è stata Bpvn mentre nel pomeriggio è stato l’amministratore delegato di Popolare Emilia Romagna, Guido Leoni, a incontrare per 4 ore i vertici di Bpi nel quartier generale di Mediobanca, «Non ci sono state chieste modifiche alla nostra proposta, ma solo chiarimenti» ha detto Leoni aggiungendo che «è stata una bella discussione». I fondi e l’input al rafforzamento del patrimonio ricevuto da Bankitalia giocano a favore di Bpvn. Ma a meno che non avranno successo gli sforzi di Carlo Fratta Pasini per conquistare consensi l’appoggio del territorio, della base sociale e dei dipendenti di Bpi potrebbe alla fine premiare Bper. Leoni, pur mostrandosi sorridente, non ha però tradito la propria proverbiale riservatezza: «sono scaramantico e non faccio previsioni». I vertici della Bpi si sono poi intrattenuti nella sede di Mediobanca per un’ora così fare il punto della giornata.