Bpi: tornano i dividendi, alleanze rimandate

«Molto interesse per la quota di Rcs. Il problema è il prezzo»

Massimo Restelli

da Milano

La promessa di ritornare al dividendo, l’idea di quotare Ducato e il desiderio di non sedersi prima di un anno al tavolo del risiko così da parteciparvi «come minimo alla pari». L’ad Divo Gronchi snocciola le strategie del piano industriale 2006-2009 di Popolare Italiana, che intende tornare a essere una banca radicata sul territorio. Un richiamo alle origini, rispetto all’aggressiva gestione dell’ex ad Gianpiero Fiorani, che ieri ha permeato la presentazione del piano predisposto dal giovane direttore generale Franco Baronio con Mediobanca e Bain. Per fine anno il top manager ha promesso 200 milioni di profitti, accompagnati da un dividendo modesto (20-30% dell’utile) ma che costituisce un segnale verso i soci che il 29 aprile sopporteranno altri 800 milioni di aumento di capitale.
L’obiettivo è concentrare le risorse sul rilancio di Bpi che entro luglio porterà in assemblea l’accorciamento della catena di controllo con la fusione nella capogruppo delle controllate Reti Bancarie e Bipielle Investimenti. I concambi sono da definire ma la forma tecnica potrebbe essere una redistribuzione del capitale, così da incorporare le due società senza esborsi (l’advisor è Mediobanca). Lo schema è simile a quello con cui Bipielle Investimenti ha assorbito Area, ma la fusione dovrà superare lo scoglio del diritto di recesso concesso ai soci. Gronchi ha stimato «un impatto massimo» di 750 milioni ma Lodi spera che la spesa sia contenuta visto che la metà del flottante è nelle mani dei correntisti. La filosofia potrebbe poi essere replicata in Toscana ma la situazione di ogni cassa è diversa. Speso l’anno per risanare i conti (744 milioni il rosso 2005), si apriranno tre esercizi di rilancio per Bpi che nel 2009 stima 534 milioni di utile (50% il pay-out) a fronte di un Roe del 13,1% (3,8% il proforma 2006) e di un Tier1 del 6,7-7 per cento. Obiettivi ambiziosi ma «alla portata del gruppo», secondo i molti analisti presenti ieri (più 0,33% il titolo in Borsa). Saranno cedute attività non strategiche per 1,5 miliardi, compresi 950 milioni di sofferenze e 300 milioni di immobili di Bipielle Real Estate.
Destinata al mercato entro l’estate la banca multicanale Bipielle Network, oltre a Bipielle Riscossioni e all’irlandese Area Life. Cui si aggiungeranno Bipielle.net e Bipielle Suisse, di cui Lodi manterrebbe una quota di minoranza: 250 milioni l’incasso atteso quest’anno. La prima a essere ceduta dovrebbe essere Bipielle.net (Lodi conta di conservare la metà del patrimonio in gestione) per cui è in testa FonSai. Ancora da risolvere il nodo Hopa e quello Magiste: Bpi è in attesa di certezze (il bilancio certificato potrebbe arrivare oggi) ma studia la strada migliore per escutere il pegno sul 14% di Rcs (550 milioni il credito residuo). I potenziali acquirenti sono «tanti, è solo una questione di prezzo», ha detto Gronchi convinto, malgrado sia difficile stimare le eventuali revocatorie, che i 150 milioni accantonati siano sufficienti. Tornata in toto una cooperativa, Bpi potrà pensare alle aggregazioni trattando «come minimo alla pari» ha proseguito l’ad che considera «prematura» ogni ipotesi di matrimonio visto che lo sforzo è concentrato a trarre «valore» per i soci.
Numeri a parte, il presidente Dino Piero Giarda ha sottolineato il «radicale» cambiamento della banca sia nella governance («la dialettica e l’inteso lavoro dei consiglieri ci dà la garanzia che l’esperienza passata non si ripeterà») sia nella missione. Con il progetto «Banca delle Piazze», Lodi conta infatti di valorizzare i marchi radicati sul territorio come Banco Chiavari e Cr Imola. Le cessioni sono escluse ma sono stati messi in cantiere spostamenti o scambi di sportelli, tra cui quello con Bpvn per crescere nelle Marche in cambio di alcune dipendenze in Trentino. Rimarranno a Lodi anche Efibanca (il Roe è atteso al 10%) e Ducato, che potrebbe approdare in Borsa in 18-24 mesi. Visto l’accresciuto peso degli investitori internazionali (il fondo Insight Investment detiene il 2,3% del capitale), il road show toccherà in questi giorni Londra e Stati Uniti.