Bpm, via all’aumento di capitale da 800 milioni

Via all’aumento di capitale di Bpm. Dribblato l’ordine di Bankitalia sul completo rinnovo dei vertici con una soluzione compromesso, che ha visto il consiglio di gestione rimandare la scelta del consigliere delegato ed Enzo Chiesa restare alla direzione generale, l’istituto di Piazza Meda si appresta a chiedere 800 milioni per rafforzare il patrimonio: le nuove azioni sono offerte a un prezzo di 30 centesimi, per uno sconto sul «Terp» (il prezzo post diritto) del 40%, più forte rispetto alle attese del mercato che venerdì ha venduto Bpm a piene mani (-9,5% a 1,46 in chiusura). Al via oggi anche il road show che porterà Chiesa a Londra, New York e Boston per poi tornare a Milano: le nuove azioni sono offerte nel rapporto di 138 ogni 25 possedute e di 276 ogni 3 obbligazioni del prestito convertendo. La priorità di Bpm resta raccogliere mezzi freschi e il consorzio di garanzia, guidato da Mediobanca, ha tutta l’intenzione di evitare il problema dell’inoptato. Una parte dell’aumento sarà coperta dal neopresidente del consiglio di gestione Andrea Bonomi, che con la sua Investindustrial ha già rastrellato il 3% ed è pronto a salire al 10% del capitale. Bonomi ha conquistato il vertice di Bpm grazie al placet dell’asse Fisac-Uilca e al largo consenso, in assemblea, tra i dipendenti soci guidati dall’Associazione «Amici». Quest’ultima ha aperto le urne per rinnovare il direttivo, ma tra i sindacati interni a Bpm la guerra è aperta: dopo lo scontro di giovedì, la Fabi e la Fiba stanno studiano la creazione di un’associazione «bis» per rinnovare la banca.