Bpm-Bper, domani vertice dei soci-dipendenti

da Milano

Tiro alla fune «tattico» dei sindacati di Popolare Milano a due giorni delle nozze con Bper. Ieri mattina Roberto Mazzotta e Guido Leoni hanno fatto visita in Bakitalia per depositare l’accordo prematrimoniale nella mani di Mario Draghi. Scontato il plauso del governatore di Bankitalia, che aveva invitato le due banche a rafforzarsi, ma se per Modena il traguardo è raggiunto a Milano l’ultima barriera cadrà solamente domani. Un’ora prima dei consigli, convocati attorno alle quattro del pomeriggio, è infatti attesa una riunione del direttivo Amici della Bipiemme: l’organo attraverso cui i sindacati eleggono 16 dei venti consiglieri di Piazza Meda. Al centro del tavolo ci sarà la richiesta a Mazzotta di precise garanzie sulla «rieleggibilità» degli attuali componenti del board milanese. Tanto che le stesse indiscrezioni rilanciate dall’agenzia Agi, secondo cui i sindacati sarebbero pronti a dare battaglia, sono lette da alcuni osservatori come un assit della Fisac-Cgil in vista dell’ultimo confronto con Mazzotta. Per tradizione il cda di Bipiemme procede per voto unanime nelle decisioni cardine e difficilmente l’esito sarà diverso a Modena.
Le voci di tensioni, tuttavia, non hanno mancato di riflettersi in Piazza Affari dove i due titoli hanno dapprima violato l’atteso rapporto di concambio, anche se in serata Popolare Milano ha chiuso in rialzo del 2% a 12,8 euro e Bper a 20,9 (più 1,9%). Malgrado per le tecnicalità occorra attendere i due consigli di amministrazione al termine dei quali è previsto un comunicato «esaustivo», il concambio non appare tuttavia più un argomento del contendere: l’incastro dovrebbe prevedere poco più di 1,7 azioni Bipiemme per ogni titolo Popolare Emilia Romagna. Più incerto il nome del nuovo aggregato (10 miliardi di capitalizzazione a fronte di 1.900 sportelli), per cui rimane in gioco il marchio «Banca delle regioni», da tempo depositato da Leoni. Qualche curiosità dovrebbe comunque essere soddisfatta già lunedì a mezzogiorno, quando Mazzotta e Leoni dovrebbero illustrare alla comunità finanziaria l’esito di un avvicinamento iniziato alcuni mesi fa. A quel punto Bper si preparerà a un primo esame dei soci in occasione dell’assemblea di bilancio in agenda il 26 maggio mentre Mazzotta profonderà le proprie energie in un «road show» sul territorio per ribadire alla base dei dipendenti soci la bontà dell’asse con Modena. In pratica la risposta al referendum sulla difesa dello status di cooperativa per cui da settimane la fronda interna ai sindacati della Bipiemme ha raggiunto il quorum delle firme necessarie. In ogni caso l’ultima parola spetterà alle due assemblee dei soci attese dopo l’estate: dinamiche che Mazzotta ha già dimostrato di dominare in occasione dell’approvazione dei risultati di bilancio dello scorso anno.