Bpm: Chiesa fuori dal consiglio, Salvatori in pole

Andrea Bonomi avrà il comando della Popolare di Milano senza bisogno di alcuna Opa. A sancire la definitiva vittoria di Investindustrial è la lettera con cui Bankitalia ha tagliato fuori dal Cdg chiunque abbia ricoperto «incarichi di amministrazione, direzione o controllo» nella banca o nelle sue controllate così da ottenere il «definitivo superamento delle passate logiche gestionali». Una pietra sulle aspirazioni di Enzo Chiesa, candidato dall’associazione «Amici» alla poltrona di consigliere delegato col placet di Bonomi. I dipendenti-soci stanno studiando la missiva e l’esito dell’assemblea per possibili ricorsi visto che il diktat di Bankitalia esclude di fatto chiunque si sia succeduto al vertice di Piazza Meda in questi anni «quasi - dice un consigliere -fosse un marchio infamante». La prima idea era affidarsi a Chiesa per una soluzione ponte così da coronare l’aumento di capitale, che Mediobanca continua ad appoggiare, ma il banchiere si sarebbe dichiarato «indisponibile», pronto a chiedere la risoluzione consensuale del contratto e per nulla intenzionato a mettere la faccia su una ricapitalizzazione che lo vedrebbe senza poteri. Ieri mattina Bonomi sarebbe stato a Palazzo Koch per l’estrema mediazione. Ma quasi certamente il capo azienda sarà esterno: in pole position ci sarebbe Carlo Salvatori (Lazard), che qualcuno in Bpm avrebbe voluto già tre anni fa al posto di Massimo Ponzellini. Nella rosa Pietro Modiano e Davide Croff, penalizzato però tra gli Amici dall’esperienza Amber. Quasi sicuri in Cdg Dante Razzano e Alessandro Foti. Qualunque sarà l’esito gli «Amici» rischiano di perdere il controllo di Bpm, messi all’angolo da Bankitalia che mentre provava a sbaragliare il campo con Matteo Arpe, completava l’«accerchiamento»: assicurandosi Filippo Annunziata nel Cds; chiedendo la discontinuità al vertice e, infine, tagliando la testa a Chiesa.