Bpm compra da Unicredit ma ripensa a Pop. Emilia

da Milano

Popolare Milano ha deciso di rilevare 39 sportelli da Unicredit (750 milioni l’esborso stimato) e di «seguire» la ricapitalizzazione della Cassa di Risparmio di Asti, di cui possiede il 20%. I due passi sono stati compiuti ieri dal cda di Piazza Meda, impegnato anche in un «aggiornamento» delle trattative in corso col Credit Mutuel e a studiare il nodo della governance dell’istituto, dove i sindacati interni esprimono la maggioranza del board tramite l’Associazione degli Amici.
La decisione per l’asse con Parigi è attesa entro l’estate, ma il grande riscatto per il presidente Roberto Mazzotta sarebbe riuscire a riproporre il fallito matrimonio con Popolare Emilia Romagna. Qualche settimana fa davanti all’assemblea dei soci, l’ad di Bper, Guido Leoni, ha ammesso di guardare con nostalgia all’integrazione con Milano. Un progetto ricorrente anche nei pensieri di Mazzotta che nella lettera agli azionisti di Bipiemme per la prossima assemblea di bilancio, sottolinea come i guai della banca e del titolo in Borsa non dipendano tanto dalle «congiunture stellari, più o meno avverse» ma dal «male che ci siamo fatti da soli a partire dall’estate scorsa. I guai sono cominciati quando la banca decise di interrompere l’operazione di fusione» con Modena.
Un messaggio netto che Mazzotta abbina a un progetto: nei prossimi giorni - prosegue il banchiere nella lettera intercettata da Radiocor - «dovrà essere aperta e onesta la volontà di riprendere, con volontà di successo, le iniziative di espansione del gruppo che sono in grado di assicurargli chiari vantaggi industriali. È del tutto fuori discussione che la prosecuzione del mio impegno nella banca è strettamente legato alla possibilità di continuare a farla operare secondo le regole e le scelte che l’hanno portata al successo».