Bpm, i sindacati si dividono i vertici. Spuntano Croff e Salvatori

Bonomi alza la posta e chiede l'ingresso nel team di gestione. Chiuso l'accordo con gli Amici. Aumenta l'attesa per la contromossa di Bankitalia. <a href="economia/bpm_fabi_mette_bando_associazione_amici_pronti_guerra_legale/economia-finanza-banche-borsa-fabi-sileoni-bpm/28-09-2011/articolo-id=548648-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>E la Fabi mette al bando l'Associazione degli Amici: &quot;ronti alla guerra legale&quot;</strong></a>

La nuova Bipiemme in versione duale vede un parziale ridimensionamento dei sindacati interni conseguente alla decisa separazione tra il consiglio di sorveglianza e quello di gestione: nella sorveglianza l'associazione degli «Amici», che rappresenta i dipendenti-soci, avrebbe 11 consiglieri su 19 ma per i nodi più delicati è necessaria la maggioranza dei 2 terzi, rendendo quindi centrale l'orientamento dei soci istituzionali (CariAlessandria e Credit Mutuel), dei soci non dipendenti, dei soci pensionati e dei 2 rappresentati riservati d'ufficio ai fondi di investimento.

Peccato però che, a quanto sembra, in Piazza Meda prosegue la logica di «concordare» i vertici con i sindacati interni. Tutto questo sarebbe avvenuto addirittura il giorno prima del cda che approvato il nuovo statuto duale, l'aumento di capitale da 800 milioni e la fusione di CariAlessandria nella Legnano (che oggi e domani sarù sul tavolo dei rispettivi consigli). L'imprenditore milanese Andrea Bonomi, pronto a puntellare l'aumento di capitale di Bpm, avrebbe infatti perfezionato l'accordo di vertice con i sindacati: nel consiglio di sorveglianza entrerebbe come presidente Carlo Salvatori, indicato dalla Fabi (che la forza sindacale maggioritaria), insieme a Orofrio Amoruso Battista e Marcello Priori (entrambi vicepresidenti). Mario Mazzoleni, Giuseppe Coppini ed Ezio Simonelli completerebbero poi la squadra in quota Fisac mentre la Fiba schiererebbe Sergio Schieppati e Carlo Dell'Aringa; infine la Uilca avrebbe scelto Maurizio Cavallari, Michele Zefferino e Umberto Bocchino, che ha lavorato anche come advisor sullo statuto.

Tutto l'opposto di quello che vuole Bankitalia da tempo in pressing sul presidente Massimo Ponzellini per arginare l'influenza dei dipendenti-soci. Nel team di gestione, guidato da Enzo Chiesa (che è in quota Uilca) come consigliere delegato, ci sarebbero invece lo stesso Bonomi con Dante Razzano, Davide Croff e Maurizio Dallocchio. A questo punto sale l'attesa per quello che deciderà Bankitalia.