Bpm, l’aumento non sfonda: sottoscritto l’82% Bonomi fermo al 6,6%. In Borsa altro crollo

Aumento in salita per Bipiemme. Ieri, ultimo giorno per esercitare i diritti della ricapitalizzazione da 800 milioni, risultavano sottoscritte nuove azioni per 655 milioni di euro, circa l’82% del totale. La Investindustrial del presidente del consiglio di gestione Andrea Bonomi ha aumentato la propria quota al 6,63 per cento.
L’impegno del nuovo numero uno a salire fino al 9,9% della Popolare fa sì che entro il prossimo mese, quando scatterà l’asta dei diritti inoptati, Investindustrial effettui acquisti per ulteriori 35 milioni. Si prevede pertanto che, in seguito ad ulteriori coperture di investitori vicini a Bonomi, l’inoptato definitivo si attesti attorno al 10 per cento. Un’ottantina di milioni di euro che sarà distribuito tra Mediobanca e gli altri istituti partecipanti al consorzio.
Il titolo però ha perso il 6,95% in Borsa chiudendo a quota 0,28 euro, due centesimi al di sotto del prezzo delle nuove azioni. Gli scambi hanno interessato 155 milioni di azioni, oltre il 30% del capitale pre-ricapitalizzazione. Sul mercato, infatti, alcuni operatori hanno iniziato a vendere i titoli dell’aumento (che saranno liberati lunedì) per cercare di cogliere un piccolo margine.
Bpm pertanto ripartirà da una market cap di 916 milioni, di poco superiore a quanto richiesto a vecchi e nuovi soci. Il nuovo corso del tandem Annunziata-Bonomi dovrà pedalare un po’ in salita, forte dell’appoggio dell’associazione «Amici» che ieri ha rinnovato il direttivo: rappresentate solo Fisac-Cgil e Uilca-Uil. Astenute Fiba-Cisl e Fabi che avevano appoggiato Matteo Arpe.
Un inoptato del 10%, si apprende da fonti di mercato, non è giudicato fallimentare considerate le condizioni difficili di mercato nel periodo di esercizio. Insomma, se Bipiemme con tutto il suo carico di problemi del passato (non ultimo lo stop di Bankitalia alla fusione CariAlessandria-Legnano) è riuscita a ottenere un segnale, una realtà come Unicredit che in questi giorni ha avviato il roadshow della ricapitalizzazione con l’ad Federico Ghizzoni, non potrà che fare meglio. L’Italia è di nuovo un Paese da comprare per gli istituzionali.