Bpm, Mazzotta deve frenare sul nuovo direttore

Faissola: «Tassazione già troppo elevata» Via anche i limiti ai rapporti banca-impresa

da Roma

L’Abi proporrà alle banche associate di offrire alla clientela la sostituzione della «commissione di massimo scoperto» con una nuova forma di corrispettivo, come avviene in altri Paesi.
Alla vigilia dell’assemblea annuale, che si tiene oggi a Roma, il presidente dell’Associazione bancaria Corrado Faissola anticipa i temi più importanti della sua relazione. Sulla commissione di massimo scoperto «solleciterò un ripensamento - annuncia Faissola - e spetterà alle banche trovare una nuova formula, negoziandola con i loro clienti», a secondo del rating di solvibilità di ciascuno. Il mondo bancario viene così incontro al governatiore di Bankitalia Mario Draghi che nelle ultime considerazioni del 31 maggio aveva definito il massimo scoperto «poco difendibile» dal punto di vista della trasparenza. Ok anche alla eliminazione della barriera del 15% per gli investimenti delle imprese non bancarie negli istituti di credito. Era una misura nata quando le banche erano deboli, «ma per fortuna i tempi sono cambiati», osserva Faissola.
Aperta sulla modifica del massimo scoperto, l’Abi ha invece l’amaro in bocca per quanto riguarda la Robin Tax. «Pur essendo consapevoli delle difficoltà del Paese - spiega Faissola - diciamo che l’aumento della pressione fiscale sulle banche deve essere un fatto assolutamente straordinario; e se poi non entra in vigore, è ancora meglio, visto che la tassazione - aggiunge - è a livelli veramente elevati». La restituzione in 18 anni della maggiore imposta pagata è poi «un rimborso a babbo morto». Faissola ritiene tuttavia «improbabile» che le banche scarichino le maggiori imposte sulle spalle dei clienti, anche se il quadro futuro di redditività del settore creditizio «non è incoraggiante».
Il presidente dell’Abi è fiducioso che l’aumento dei tassi deciso dalla Bce possa centrare l’obiettivo di una maggiore stabilità dei prezzi. Quanto agli aggravi per i mutui casa, Faissola ricorda i termini della convenzione Abi-Tesoro, che può far risparmiare oltre 1.850 euro l’anno ai clienti che decidono di rinegoziare il proprio mutuo. La cifra si riferisce a un mutuo di 100mila euro a tasso variabile, stipulato nel periodo di tassi al minimo (poco sopra il 3,5%) che ora si trova al 6%. «Il tasso di riferimento per il mutuo rinegoziato è al 4,47% - spiega Faissola - ed è molto difficile trovare sul mercato una soluzione più conveniente di questa». Infine, le proposte per rilanciare il risparmio gestito, in profonda crisi: la parificazione del trattamento fiscale dei Fondi di diritto italiano, e un governo societario più autonomo e indipendente.