Bpm, Mazzotta frena i francesi del Mutuel Amber chiama i soci

da Milano

Quest’anno Banca Popolare di Milano non prevede «pâté» nel proprio menù, ma solo «cose più semplici»: nello stesso giorno in cui il fondo Amber chiede più voce all’interno del gruppo tornando a criticarne la governance, il presidente Roberto Mazzotta risolve con un’immagine culinaria il sostanziale stallo delle trattative con gli alleati del Crédit Mutuel.
Una battuta fulminea che chi conosce Piazza Meda interpreta con la constatazione che difficilmente nei prossimi mesi le discussioni con Parigi evolveranno oltre qualche accordo commerciale mirato; magari a fronte della valorizzazione del sistema informatico di Bpm: il prossimo tavolo tecnico è lunedì a Milano.
A metà gennaio Mazzotta aveva peraltro già tradotto le difficoltà incontrate nel gestire le fallite aggregazioni con Bpi, Bper e Interbanca in una tesa verifica in cda. Fino a dirsi pronto, laddove vi fosse stata uguale disponibilità da parte dei consiglieri a «fare di tutto» per accelerare la verifica davanti all’assemblea dei soci rispetto alla scadenza del 2009. La governance di Bipiemme, tuttavia, è mossa da ingranaggi complessi che consentono ai sindacati interni di esprimere 16 consiglieri su 20 tramite l’Associazione degli Amici. Meccanismi lontani dall’approccio di un investitore istituzionale come Amber (azionista di Milano con il 2,16%) che ha tradotto la propria disapprovazione nella costituzione di una nuova associazione «Bpm 360 gradi» presieduta da Davide Croff. Ieri la presentazione dell’iniziativa: davanti a una nutrita rappresentanza di dipendenti e pensionati di Piazza Meda, l’ex numero uno di Bnl ha rimarcato che Bpm 360 gradi «non è contro» la banca né intende scalarla o contestare l’assetto cooperativo ma vuole modificarne la governance così da lasciare spazio a tutti gli investitori.
«Non è possibile che l’1,5-1,7% del capitale possa influire in maniera determinante sulle scelte strategiche dell’istituto», ha attaccato Croff assicurando di non accarezzare il progetto di sedersi alla presidenza del gruppo al posto di Mazzotta, con il quale ci sono invece ottimi rapporti. L’associazione, finanziata per due anni da Amber, punta a convincere almeno una parte del corpo sociale che non partecipa alle assemblee: Bpm ha 60mila soci. I tempi, tuttavia, sono lunghi: l’obiettivo è l’assise del 2009 chiamata a rinnovare il vertice. Quando il rappresentate di Amber in Italia, Umberto Mosetti, si augura che l’associazione abbia il peso necessario per portare in Bpm «una dialettica più ampia e articolata». Magari anche grazie al supporto di qualche altro investitore istituzionale, ha proseguito Mosetti sottolineando come 700 filiali «siano poche» per affrontare la concorrenza in Italia.
Il Crédit Mutel non ha mancato di apprezzare l’iniziativa di Amber ricordando di aver già posto il problema della governance di Bipiemme. Molto, tuttavia, dipenderà da quanto rimarrà salda la presa dei dipendenti soci sui lavori dell’assemblea. Malgrado il prossimo autunno le elezioni per l’Associazione degli Amici potrebbero evidenziare un cambiamento nei rapporti di forza tra i sindacati a favore della Uilca (vicina a Mazzotta), di norma il «Parlamentino» della Bpm convoglia le proprie preferenze per il consiglio di amministrazione su un’unica lista.