Bpm, oggi il tavolo per le nozze con Modena

Leoni rilancia sul concambio e Mazzotta incontra gli «Amici». Venerdì cda di Bper

da Milano

Entro giovedì il concambio poi la limatura alla governance: Bipiemme stringe sulle trattative per creare un’unica superpopolare con Bper. Il contratto prematrimoniale sarà da questa mattina al centro di un tavolo congiunto a Milano tra le delegazioni di vertice delle due promesse spose. A guidare la task force di Bpm sarà il presidente Roberto Mazzotta che sempre oggi avrà un ultimo confronto, ritenuto da più parti decisivo, con il direttivo dell’Associazione Amici della Bipiemme. Si tratta dell’ente attraverso il quale i sindacati esprimono la larghissima maggioranza del board di Piazza Meda. Il percorso di avvicinamento a Modena era stato ostacolato da una fronda interna ai dipendenti, ma ieri il cda ha approvato all’unanimità l’avvio della fase finale. Al centro del confronto la richiesta del numero uno di Bper, Guido Leoni, di allargare la forchetta del concambio: 1,6-1,85 azioni Bpm contro ogni titolo modenese rispetto al rapporto di 1,6-1,7 stimato dagli stessi consulenti e dalle sale operative. La volontà di chiudere c’è ma la mossa si è immediatamente ripercossa in Piazza Affari dove Bipiemme, penalizzata dalla prospettiva di pagare a caro prezzo l’assenso di Bper, ha ceduto un altro 1,69% chiudendo a 12,51 euro.
Dietro l’assist di Leoni c’è infatti probabilmente la prudenza di Modena rispetto alla governance della Milano, ma se si troverà la quadratura del cerchio già venerdì è atteso un consiglio straordinario di Bper: l’esito dovrebbe essere una holding cooperativa (di cui Bipiemme esprimerebbe 10 consiglieri, presidente incluso) sotto cui troverebbero posto le due banche reti preventivamente trasformate in spa.
La discussione più «politica», sulla ripartizione delle deleghe al vertice potrebbe prolungarsi nel weekend, così da permettere lunedì il definitivo passaggio per firmare il comunicato congiunto delle nozze. Il termine del 21 maggio è stato ribadito peraltro dallo stesso direttore generale di Bpm, Fabrizio Viola. Ieri sia il banchiere sia l’istituto sono stati multati dalla Amf, l’equivalente francese della Consob, per insider trading a seguito dell’acquisto di azioni Galeries Lafayette avvenuto a fine 2004.