Bpm paga 186 milioni e "chiude" col fisco

La Banca popolare di Milano ha chiuso le pendenze con l’Agenzia delle entrate versando 186 milioni più interessi, operazione che avrà «un effetto complessivo di circa 170 milioni sull’utile netto consolidato dell’esercizio 2010». L’istituto ha precisato che la transazione comporta la definizione stragiudiziale «delle contestazioni a seguito delle verifiche fiscali condotte sulle operazioni strutturate realizzate dal gruppo nel periodo 2004-2008», nonché «la conciliazione afferente il ricorso avverso l’avviso di accertamento relativo all’Irap dell’esercizio 2004». L’effetto sul bilancio 2010, hanno ricordato più volte i vertici della banca, sarà compensato da quello dei circa 200 milioni di plusvalenza relativa all’operazione Anima-Prima nel risparmio gestito.
L’importo pagato è a titolo di maggiori imposte e sanzioni. Bpm «ribadisce che, nonostante il convincimento della correttezza del proprio operato in relazione a tutte le fattispecie contestate, ha ritenuto comunque opportuno addivenire alla definizione della controversia in parola in una logica deflattiva del contenzioso».