La Bpm di Ponzellini «esilia» Mazzotta

La Banca Popolare di Milano dell’era Ponzellini esclude l’ex numero uno Roberto Mazzotta da tutti i centri decisionali che collegano il vertice alla base dell’istituto. La resa dei conti è avvenuta ieri pomeriggio nella prima riunione del board del nuovo corso: sul tavolo la composizione dei cinque comitati interni di Bipiemme. Il clima appare tranquillo, Massimo Ponzellini ringrazia Mazzotta (che è rimasto in consiglio) e la sua squadra per il lavoro svolto, ma tutto cambia quando i soci non dipendenti guidati da Piero Lonardi chiedono di affidare al banchiere milanese la presidenza del comitato soci. La maggioranza del board, saldamente legata ai sindacati interni tramite l’Associazione degli Amici, si oppone. Nega a Mazzotta la presidenza del comitato che rappresenta il «cuore» della cooperativa: ha un ruolo centrale nella gestione delle pratiche per l’iscrizione a libro soci. È troppo vivo nella base il ricordo del duro scontro pre-assembleare contrassegnato dal «proselitismo» di Mazzotta, e in ogni caso è più prudente affidare il comitato soci all’ex segretario generale della Uil Giorgio Benvenuto, al suo debutto nel cda della Milano. I soci non dipendenti rinunciano al voto per protesta. Ma Mazzotta, da più parti dipinto come il «Napoleone della finanza», va al tappeto una seconda volta dopo la sconfitta di sabato in assemblea dove si era fermato alla metà della preferenze di Ponzellini.
Esaurita la partita dei poteri interni, l’attenzione del cda si concentra su uno «stress test» sui conti di Bpm, il cui esito è definito «buono» da alcuni consiglieri. Da più parti la sensazione è che l’avvio operativo scatterà tra due settimane, martedì 12 maggio, ma intanto Ponzellini, che ha preso posto sia nel comitato esecutivo sia in quello dei finanziamenti, ribadisce al Tg3 regionale l’attenzione di Bpm verso famiglie e imprese, anche in vista dell’Expo. A parte lo scontro sul comitato soci, il resto della mappa del potere in Piazza Meda è completato di comune accordo: il «listone» degli Amici ha ottenuto tutte le presidenze, anche quella del «comitato controlli» fino a pochi giorni fa appannaggio dei pensionati, ma le minoranze hanno un presidio diffuso nel gruppo.
Lo stesso Lonardi siede in comitato esecutivo insieme a Franco Del Favero (pensionati). Supervisiona con Franco Debenedetti il comitato «controlli» e con Roberto Fusilli sia i «finanziamenti» sia le remunerazioni. Infine come previsto Mario Artali e Graziano Tarantini sono saliti alla vicepresidenza dell’istituto.