Bpm Ponzellini sfida Mazzotta

A meno di sorprese sarà Massimo Ponzellini a strappare a Roberto Mazzotta la presidenza della Banca Popolare di Milano. A spingere sul ring l’attuale presidente di Impregilo sono stati ieri i sindacati interni a Piazza Meda su proposta del «blocco» Fabi-Fiba. Al momento si tratta di un accordo preliminare, ma già lunedì i sindacati proporranno all’Associazione degli Amici di presentare una lista unitaria capeggiata dal manager bolognese da sempre vicino a Prodi. Una volta formalizzata la scelta, il direttivo degli Amici raccoglierà le firme per depositare la lista del cda entro l’8 aprile: i vice presidenti dovrebbero essere Mario Artali (per la Fisac) e Graziano Tarantini (Uilca).
Caustica la replica di Mazzotta: «Difenderò gli interessi della banca, i valori della cooperativa, i giusti diritti degli investitori con il massimo vigore possibile contro ogni ingerenza che si presenta nel nome di una lottizzazione che non può più avere spazio in un’azienda moderna», ha detto il banchiere secondo cui si tratta di un «tentativo assolutamente irresponsabile» di rompere l’unità operativa di Bpm. «Attendo di conoscere i dati precisi di questa notizia che comunque giudico fortemente contraria agli interessi dell’azienda, dei soci e degli azionisti». L’ultima parola spetta all’assemblea dei soci del 25 aprile, dove Mazzotta potrebbe però presentarsi con il solo appoggio dei soci non dipendenti. Definitivamente tramontata, invece, la candidatura di Beniamino Anselmi sui dubbi di Fisac Uilca. Nelle scorse settimane aveva fatto un passo indietro anche l’ad di Unipol Carlo Salvatori.