Bpm al rebus delle alleanze

da Milano

Banca Popolare di Milano non chiude la porta a Unipol. Malgrado il gelo calato la scorsa settimana sul nodo delle trattative in esclusiva, il comitato strategico di Piazza Meda avrebbe infatti chiesto ai consulenti di Leheman Brothers di riprendere, in via riservata, i colloqui con la compagnia assicurativa bolognese. Qualcosa in più circa l’esito potrebbe trapelare già oggi quando dovrebbe tornare a riunirsi l’organo chiamato a formulare una prima valutazione delle potenziali alleanze all’orizzonte di Bpm (più 1,2% in Piazza Affari) insieme al presidente Roberto Mazzotta.
Difficile tuttavia che possa trattarsi dell’ultima sessione di lavoro per il comitato strategico, malgrado qualcuno in Piazza Meda veda con freddezza questa «diarchia» con il cda. La gran parte dei sindacati interni appaino infatti orientati a proseguire le riunioni anche perchè non è ancora terminata l’analisi delle tre opzioni di alleanza industriale rimaste sul tavolo: Unipol, Credit Mutuel e Popolare Emilia Romagna.
Proprio questa ragione la scorsa settimana ha convinto Bipiemme a negare la trattativa in esclusiva a Bologna. In ogni caso nella proposta di nozze di 45 pagine consegnata dal Credit Mutuel, già grande socia di Milano, non ci sarebbe alcun numero tranne l’indicazione che il gruppo dovrebbe raggiungere i 1.200 sportelli nel giro di 5 anni. Bper, ancora scottata dal voltafaccia che la scorsa estate ha annullato una fusione già approvata dai cda, si sarebbe invece detta disponibile a valutare solo un asse a «bassa intensità» tra le società prodotto, eventualmente rafforzabile in un secondo momento.
A inserire i dettagli, non solo finanziari, penserà, presumibilmente a metà novembre il consiglio di amministrazione di Bipiemme. Ma solo dopo aver ricevuto il testimone dallo stesso comitato strategico.