Bpm sposa Modena, vertice in Bankitalia

Previsto un concambio di 1,7 titoli contro uno Ma la fronda attende il «road-show»

da Milano

La superpopolare Milano-Modena è cosa fatta. Il timbro dell’ufficialità sarà posto dai rispettivi cda intorno alle quattro di domenica pomeriggio ma già oggi Roberto Mazzotta e Guido Leoni, i due deus ex machina del nuovo gruppo, saranno in missione in Bankitalia per depositare il contratto pre-matrimoniale nelle mani del governatore Mario Draghi.
L’accordo, da cui nascerà una cooperativa da 1.900 filiali e dieci miliardi di capitalizzazione, è stato raggiunto mercoledì in un summit tra i vertici a Milano. Teatro la foresteria di Bipiemme, al decimo piano della Galleria De Cristoforis, a due passi da Piazza Liberty. Dove, desinando davanti alla vetrata dalla quale si abbraccia con lo sguardo le guglie del Duomo, Mazzotta e Leoni hanno «limato» le distanze su governance e concambio.
Per quest’ultimo aspetto, la soluzione individuata sarebbe di un soffio superiore a 1,7 azioni Popolare Milano contro ogni titolo modenese. Valutazione comunque generosa rispetto ai corsi di Borsa: Piazza Meda ha infatti chiuso la seduta a 12,58 euro (più 0.98%) mentre Bper su Expandi ha guadagnato il 2% a 20,5 euro per un concambio implicito di 1,629 titoli contro uno.
Tanto che lo stesso tentativo di Leoni per strappare un concambio di 1,85 potrebbe avere avuto anche un risvolto tattico rispetto alla discussione sul riequilibrio della governance. Il nuovo aggregato vedrà infatti una «diarchia» tra Mazzotta, cui sarà affidata la presidenza, e lo stesso Leoni nella veste di amministratore delegato. Accanto ai quali prenderanno posto Fabrizio Viola come direttore generale in quota Bpm che avrà però il «modenese» Ettore Caselli come condirettore. I confronti tecnici proseguono, ma ottenuto l’ok dei cda, a meno di imprevisti, già lunedì a mezzogiorno Mazzotta e Leoni sveleranno alla comunità finanziaria i dettagli dell’intesa da cui nascerà la terza superpopolare della Penisola dopo Ubi e Bpi-Bpvn.
A quel punto la parola passerà alle rispettive assemblee dei soci, probabilmente subito dopo la pausa estiva. Un primo test a Modena sarà l’assise di bilancio in calendario sabato 26 maggio, ma l’attenzione è concentrata su Piazza Meda. Dove una fronda trasversale ai potenti sindacati interni si è mostrata per settimane battagliera rispetto ai termini dell’integrazione fino a raccogliere le firme necessarie per chiedere un referendum in difesa dello status di cooperativa. A questo punto sale quindi l’attesa per il «road show» sul territorio con cui Mazzotta sonderà gli umori della base. Alcuni esponenti della fronda appaiono «indomiti» ma l’ultima parola spetta all’assise dei soci con cui Mazzotta si è già confrontato, pur con qualche nota di nervosismo, già in occasione dei conti dello scorso anno.
Il nuovo gruppo, che potrà contare su una raccolta da 60 miliardi a fronte di una quota di mercato prossima al 5,8%, dovrebbe in ogni caso essere operativo a fine anno o al massimo ai primi di gennaio. La struttura prescelta contempla un’unica holding cooperativa, sotto la quale troveranno posto le due banche rete preventivamente trasformate in spa. Quanto alle sinergie (secondo alcuni analisti 170 milioni sul fronte dei costi e 155 milioni su quello dei ricavi) sono attese operazioni anche tra le società prodotto: a partire dall’area dell’investment banking di Akros e Meliorbanca.