Bpu-Lombarda, guerra di voci

Venerdì consiglio straordinario della controllata Banco di Brescia

da Milano

Banca Lombarda non ha in programma nessun cda straordinario prima di quello in calendario per il 13 novembre che esaminerà i conti trimestrali. Così ieri le fonti ufficiali dell’istituto bresciano a chi chiedeva conto dell’accelerazione delle trattative con Bpu. E ieri la giornata borsistica ha fatto segnare una variazione sul tema del risiko bancario. Indiscrezioni giornalistiche riferivano di contatti tra l’istituto bergamasco e Popolare di Milano. Il titolo dell’istituto guidato da Roberto Mazzotta, ritornato al centro delle attenzioni, ha guadagnato l’1,56%. Nel tardo pomeriggio è arrivata la precisazione di Banche Popolari Unite (in calo dell’1,28%): nessuno studio affidato a una banca d’affari per eventuali nozze, i contatti sono stati limitati a iniziative su singoli prodotti.
Per il momento in realtà l’unica fusione concretamente praticabile sembra restare quella tra Lombarda (ieri in Borsa +1,20%) e Bpu. Le trattative sono complesse (la differenza giuridica tra i due istituti apre questioni sotto certi aspetti inedite) ma rimangono vicine alla conclusione. La volontà dei soci che contano è ormai espressa, sul piatto della bilancia ci sono numeri e questioni tecniche. «Di fronte a uno spiraglio i contatti potrebbero trovare un punto di equilibrio in tempi brevi», spiega una fonte vicina alle trattative.
Si spiegano così anche le voci e i rumors che ieri, in un attimo, si sono diffusi ieri a Brescia dopo la convocazione del consiglio di amministrazione del Banco di Brescia. Convocazione inusuale soprattutto per i tempi insolitamente brevi: diramata ieri chiedeva ai consiglieri di riunirsi in sede straordinaria per le 11 di venerdì mattina. Formalmente il Banco di Brescia è solo una controllata della holding Lombarda. In realtà è una controllata «pesante» visto che costituisce il cuore bresciano dell’istituto. Nel consiglio di amministrazione siedono alcuni «pezzi da novanta» dell’istituto di credito: da Giovanni Bazoli a Giuseppe Camadini, dallo stesso Corrado Faissola ad Alberto Folonari (presidente della fondazione Credito Agrario bresciano Giovanni Folonari).
L’ipotesi circolata è che il meeting possa servire a fare il punto sui contatti con Bpu. E la cosa senza dubbio, sia pure a livello informale, accadrà. Dal punto di vista formale invece la convocazione viene spiegata con motivi più banali: l’esigenza di approvare alcune pratiche di affidamento urgente che riguardano parti correlate e che in base alla nuova legge sul risparmio richiedono ora una delibera (anche per importi modesti) del consiglio di amministrazione.