Bpu-Lombarda, nasce un’altra Superbanca

Dividendo post fusione di 0,80 euro. Nel 2009 atteso un utile netto di 1,4 miliardi

Massimo Restelli

da Milano

Un concambio di 83 titoli Bpu contro 100 Banca Lombarda e la prospettiva di un dividendo post fusione di 0,80 euro per azione: questi i cardini della nuova «Banca Popolare Lombarda». Il nome è ancora da decidere, ma poco prima delle 21 la nascita del secondo gruppo cooperativo del Paese dopo Bpi-Bpvn è stata sancita all’«unanimità» dai rispettivi consigli di amministrazione. Un leit motiv che a Brescia era già emerso nella precedente riunione dell’ampio patto di sindacato che blinda il 47,34% del capitale affiancando a Romain Zaleski alcune delle grandi famiglie bresciane (tra cui i Lucchini), le fondazioni e alcuni istituti religiosi (i firmatari sono 305).
Lo schema, che ha riscosso «pieno apprezzamento» dei soci, prevede la trasformazione di Lombarda in una cooperativa e la fusione per incorporazione in Bpu. In cambio della rinuncia allo status di spa, i soci di Lombarda riceveranno 83 azioni di Popolari Unite ogni 100 possedute con un premio del 20% circa rispetto alla media degli ultimi 6 mesi: 0,85 contro 1 la scommessa di venerdì di Piazza Affari dove Lombarda aveva chiuso a 17,81 euro e Bpu a 20,85 euro (ieri i due titoli sono invece rimasti sospesi). Il percorso dovrebbe concludersi a marzo con le assemblee straordinarie, previo un mese di due diligence e l’approvazione definitiva del progetto di fusione a metà dicembre: per spiegare le linee guida al termine del board i vertici di Brescia hanno incontrato la prima linea dei dirigenti mentre oggi sarà la volta della comunità finanziaria e delle sigle sindacali.
Secondo il piano industriale al 2010, gli oneri della fusione si attesterebbero a 380 milioni a fronte di 365 milioni di sinergie (225 dai costi e 140 dai ricavi) mentre già nel 2009 l’utile netto sarà superiore a 1,4 miliardi. Firmata anche la governance duale alla tedesca che prevede un comitato di sorveglianza (11 posti a testa e uno per le minoranze) che dovrebbe essere guidato dall’attuale presidente di Lombarda, Gino Trombi, e un comitato di gestione paritetico (10 i consiglieri per i primi 3 anni) affidato a Zanetti con Faissola come vicepresidente e Giampiero Auletta Armenise sulla poltrona di amministratore delegato. La sede legale sarà a Bergamo mentre le sedi operative saranno anche a Brescia e Milano con Victor Massiah direttore generale, affiancato da un condirettore generale espresso da Bpu.
L’esito (advisor della fusione sono Mediobanca, Rothschild, Banca Leonardo e Morgan Stanley) sarà un gruppo da 1.974 sportelli, 110 miliardi di attivo, 80 miliardi di raccolta diretta proforma a fine giugno. «È un’operazione estremamente positiva per Brescia e per gli azionisti di Banca Lombarda e di Bpu» ha commentato il vicepresidente di Lombarda Alberto Folonari sottolineando come l’operazione integri «due città che sono state molto vicine ma che hanno intrecciato poco tra di loro in attività commerciali e industriali».