Br, la Francia concede l'estradizione della Petrella

La Corte d'Appello di Versailles ha concesso l'estradizione della brigatista rossa. Arrestata ad agosto a Parigi. In Italia deve scontare un ergastolo per aver ucciso un poliziotto durante il sequestro Moro. I suoi legali: "Ricorso in Cassazione"

Parigi - La Corte d’Appello di Versailles ha concesso questa mattina l’estradizione dell’ex brigatista rossa, Marina Petrella, richiesta dalle autorità italiane. Condannata in Italia all'ergastolo per l'uccisione di un agente di polizia durante il rapimento e il delitto Moro, appartenente alla colonna romana delle Br dal '76, come suo fratello Stefano. E' stata arrestata alla periferia Nord di Parigi nello scorso agosto mentre stava incontrando la figlia. Era latitante all'estero da 14 anni.

Ricorso in Cassazione Contro la decisione della Corte d’Appello di Versailles che ha concesso questa mattina l’estradizione richiesta dalle autorità italiane dell’ex Br Marina Petrella, sarà presentato un ricorso alla Corte di Cassazione. Lo ha annunciato l’avvocato della Petrella, Irene Terrel. "La difesa non era presente questa mattina all’udienza - ha spiegato il legale - perché il rifiuto reiterato della domanda di libertà per Petrella, pur sostenuta da forti garanzie, alla quale non si era opposto neanche l’avvocato generale, faceva presagire uno sbocco del genere. La difesa non ha voluto assistere all’epilogo annunciato di una decisione iniqua".

Petrella: "Non c'è giustizia" "Non c’è stata giustizia" ha detto l’ex Br Marina Petrella, parlando dopo la lettura della sentenza della Corte d’Appello di Versailles che ha concesso la sua estradizione richiesta dalle autorità italiane. "Sono incarcerata da tre mesi e mezzo ed esprimo la mia indignazione contro la mia detenzione" ha detto la Petrella, che da giorni, nel carcere di Fresnes, dove è rinchiusa, ha iniziato uno sciopero della fame, dopo che per tre volte nelle settimane scorse le era stata respinta la domanda di libertà provvisoria.