Braccato dai carabinieri si uccide

Intercettato al casello dell’A4, si ferma, poi scappa e si spara dentro un’area di sosta

Ha preferito togliersi la vita, piuttosto che finire in carcere dove doveva scontare una condanna per associazione a delinquere finalizzata alla rapina e al sequestro di persona. Così, quando è stato fermato dai carabinieri è scappato per poi spararsi in un’area di sosta.
L’altra sera Salvatore Oliva, pluripregiudicato di 46 anni, originario di Napoli, latitante da gennaio, viene fermato a bordo di un’Opel Corsa dai carabinieri di Legnano, all'imbocco della Milano Torino nel comune di Arluno. I militari gli chiedono i documenti che lui fornisce dimostrando un certo nervosismo. Anche perché insieme alla patente falsificata in maniera grossolana, dovrà render conto dell’auto poi risultata appartenente ad un prestanome che di veicoli ne ha intestati una trentina.
E mentre i militari cercano riscontri al terminale, lui ne approfitta per risalire in macchina e partire a tutto gas imboccando l’A4. La fuga è destinata a concludersi in breve. Salvatore Oliva infatti si ferma in uno spiazzo poco distante dal casello autostradale, impugna la Smith & Wesson rubata che porta con sé e si spara un colpo mortale. Quando i militari lo raggiungono il motore è ancora in moto e le luci sono accese. Temono qualche imboscata e aspettano rinforzi prima di avvicinarsi alla Opel.
Alla fine scoprono che il fuggitivo, riverso sul sedile in una pozza di sangue e con l’arma ancora in pugno, è ormai privo di vita. Inutile quindi ogni tentativo di soccorso. Nei suoi confronti, la Procura di Brescia aveva emesso un'ordinanza di custodia cautelare perché sospettato di far parte di una banda di rapinatori che tra il 2001 e il 2005, aveva preso di mira in tutto il Nord Italia, capannoni pieni di tabacchi o dove veniva stoccato materiale commerciale.