Bracciali quasi eroe di Londra

Perde solo al quinto set con Roddick. Fuori Farina e Zanetti. A casa anche Safin

Lea Pericoli

Non accadeva da anni che il campo centrale di Wimbledon si trasformasse in un giardino italiano. Ieri siamo andati più in la. Nella prosecuzione del match tra Daniele Bracciali e Andy Roddick, sospeso per oscurità giovedì, l’azzurro ha sfiorato la più clamorosa vittoria mai registrata. La partita era stata sospesa sullo score di 2 set a 1, in favore del finalista della passata edizione. L’americano aveva ceduto il terzo set, al tie break, sotto gli attacchi scatenati dal nostro giocatore. Daniele aveva giocato con tanta magia da riaccendere le speranze nel cuore di tutti noi. E, si era regalato una notte di riposo prima di ritornare sul celebre centrale. Ieri è rientrato in scena da primo attore.
Ha esordito con due ace e ha tenuto testa all’autorevole rivale, mettendolo alle corde con passanti ben giocati. Bracciali ha dimostrato di possedere classe, convinzione e coraggio. Tranquillo e compassato è riuscito a strappare il servizio a Roddick nel settimo game. Ha saputo superare le difficoltà di una interruzione per pioggia, che lo ha costretto a battere per primo sul 4-3. Ha mantenuto il vantaggio. Si è portato 5-3. Ha concluso 6-4.Nella quinta partita, ahimè, è stato il servizio a tradirlo.
Daniele ha salvato una prima palla break, nel quarto gioco, ma ha finito per cedere nel turno di battuta successivo. In testa per 4-2 Andy ha urlato il classico: «Come on», diventando padrone della sfida. Un tuffo impossibile lo ha salvato dal rischio di due palle break, decretando la fine per del match per 6-3. Grande occasione mancata? Più giusto dire che la vittoria era un sogno impossibile per un tennista eliminato nelle qualificazioni. Bracciali infatti nell’ultimo turno delle «qualy» si era ritirato per un problema alla schiena. All’inizio del torneo la sorte lo aveva ripescato come «lucky looser» il perdente fortunato.
Questa edizione di Wimbledon ha acceso nel suo cuore, una scintilla. Rimane il mistero di come un uomo dal braccio come il suo, a 26 anni, non sia ancora entrato nella Official guide to professional tennis. Io l’ho visto giocare per la prima volta quest’anno contro il Lussemburgo in coppa Davis, rimanendo impressionata. Capitan Barazzutti mi aveva decantato le sue notevoli qualità. Grazie alla vittoria di Bracciali contro Muller in singolare e al doppio conquistato in coppia con Galimberti, l’Italia si è salvata dalla serie C. Tuttavia nessuno mi ha spiegato con chiarezza cosa abbia fatto in tutti questi anni Bracciali. È vero che gli italiani non sono mai stati forti da giovanissimi. Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta vinsero Roland Garros a 26 anni, ma non erano certo due sconosciuti.
Da allora nel tennis molte cose sono cambiate. In un mondo che cammina sempre più veloce con atleti sempre più precoci chissà che un talento puro come il suo non riesca a ritagliarsi grandi spazi avvalendosi della freschezza mentale, aiutandosi con i meravigliosi gesti classici, che in questo Wimbledon ci hanno fatto sognare. Il mio augurio è che Daniele abbia ancora tanta adrenalina da spendere. Una cosa è certa: la rincorsa al tempo perduto è cominciata. In campo femminile purtroppo Silvia Farina non ce l’ha fatta e, come a Parigi, si è arresa alla russa Elena Likhovtseva (5-7,6-4,6-4). Finita l’avventura anche per Antonella Serra Zanetti vittima di una espertissima rivale, la bulgara Magdalena Maleeva che l’ha battuta per 6-3, 6-2. Fra le donne la Myskina ha superato la serba Jankovic, mentre tra gli uomini eliminati il russo Safin e lo svedese Johansson rispettivamente dallo spagnolo Lopez e dal cileno Gonzalez.

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