Bracciano, elicottero precipita nel lago

Ore 15,18 un elicottero NH-90 dell’esercito cade nel lago di Bracciano. Un militare muore, gli altri due rimangono feriti. È il momento clou dell’esibizione «Ali su lago» nell’ambito di Air Show, la manifestazione aerea che da 5 anni si svolge sullo specchio d’acqua antistante l’aeroporto militare di Vigna di Valle, aperta dalle Frecce Tricolori. All’improvviso l’elicottero s’impenna e si pone in posizione verticale, con la cabina di pilotaggio rivolta verso l’acqua e il timone in alto. Un istante dopo le migliaia di persone che assistono all’esibizione vedono pezzi di metallo schizzare come schegge e, subito dopo, il velivolo impattare sul lago, sollevare una grande muraglia d’acqua e scomparire.
A bordo dell’NH-90, prodotto dall’Agusta, unico modello in esercizio presso la base Aves di Viterbo, ci sono tre militari: il capitano Fabio Manzella, 43 anni, di Palermo, capo equipaggio, il capitano Filippo Fornassi, 36 anni di Castel Fiorentino (Firenze), e il maresciallo capo Cosimo Palladino, 37 anni, originario di Eboli (Salerno). Scattano i soccorsi. Dopo pochi minuti vengono recuperati e portati a riva il capitano Manzella e il maresciallo Palladino. Quando il corpo esanime del capitano Fornassi, sposato e padre di due figlie di 15 e 10 anni, viene ripescato sono trascorsi 12 minuti. Le sue condizioni sono disperate, viene così caricato su un ambulanza per essere trasportato nel vicino ospedale di Bracciano.
L’ufficiale, considerato uno dei piloti più esperti dell’Aves di Viterbo, con oltre 4000 ore di volo muore pochi istanti dopo l’arrivo nel pronto soccorso dell’ospedale di Bracciano. Nel frattempo, il capitano Manzella viene trasportato in eliambulanza al Gemelli di Roma, dove si trova ricoverato in prognosi riserva, ma non sarebbe in pericolo di vita. Il maresciallo Palladino, rimasto incolume, chiede invece di rimanere sulla riva a seguire i soccorsi, ma viene lo stesso portato nel nosocomio di Bracciano. Sul piazzale dell’aeroporto di Vigna di Valle sono stati momenti di panico tra la folla che assisteva all’esibizione. «Abbiamo visto l’elicottero andare in frantumi, i pezzi scagliati in aria come schegge e sparire nell’acqua - raccontano due donne -, abbiamo pensato subito alla sorte dell’equipaggio. Una donna è svenuta, in molti piangevano. Poi - aggiungono - è arrivata la notizia che i tre militari erano stati ripescati vivi. È stato un sollievo per tutti». Ma che è durato poco. «Mentre la folla si allontanava - dice un militare - abbiamo saputo che uno dei tre piloti era morto». Intanto, a Viterbo comincia il mesto pellegrinaggio di amici e colleghi verso la casa di Fornassi. Il comando dell’Aves stabilisce che la camera ardente sarà allestita oggi nella base. I funerali si svolgeranno, invece, domani in un hangar della stessa base.
Due le inchieste aperte: una dell’Esercito e l’altra della Procura della Repubblica di Civitavecchia. I primi documenti ad essere acquisiti sono le riprese filmate dell’esibizione e una sequenza fotografica dell’incidente. I carabinieri della compagnia di Bracciano hanno raccolto le deposizioni di numerosi testimoni con filmati. Nella base Aves di Viterbo i militari vivono un altro lutto. L’ultimo di una lunga serie.