Un braccio di ferro durato sedici anni con la giustizia tributaria

Inizio l'attività in proprio nel 1981, e nel 1982 nella dichiarazione dei redditi, denuncio un'imposta ILOR di 890.000 lire circa.
 
Essendo la ILOR una tassa che deve pagare chi è a reddito d'impresa (ossia reddito creato con dipendenti) chiedo il rimborso, in quanto non riferibile al mio status di agente mandatario.
 
E quì comincia il mio calvario.
 
La commissione tributaria della mia città (Veneto) decide che io devo pagare comunque, e al limite chiedere il rimborso. Non ricevendo nulla, mi sono presentato in commissione tributaria per avere notizie, sentendomi dire che ero fuori tempo massimo per la domanda di rimborso.
 
Nel frattempo parte a mio carico il processo, presso la commissione tributaria, per gli anni precedenti in cui non avevo pagato la famigerata ILOR.
 
In commissione tributaria di primo grado, venivo sempre condannato a pagare ed io regolarmente ricorrevo in secondo grado dove, ovviamente, venivo assolto, visto il mio modo d'operare.
 
Vorrei far presente che nonostante venissi regolarmente assolto in commissione tributaria di secondo grado, ogni anno venivo comunque incriminato per lo stesso reato, nonostatte le assoluzioni precedenti.
 
Finalmente, dopo anni e tante proteste, venne emanata una legge che dichiarava la ILOR per gli agenti (come me) non dovuta e nel 1997 dopo ben 16 anni,fui risarcito con circa 2.500.000 lire interessi compresi, mentre quella ILOR di  8.000.000 di lire non mi fu mai più risarcita in quanto, secondo loro, fu presentata domanda di rimborso a tempo scaduto.
 
Tralascio anche d'elencare le pesanti spese e costi da me sostenuti in 16 anni di lotta contro questa barbarica burocrazia italica.