Braccio nel tritacarne, ferita bimba di 4 anni

I pompieri in sala operatoria con i medici per liberare l’arto

Emozionati, tesi, soddisfatti, ma ancora preoccupati per le condizoni della piccola. Così apparivano ieri pomeriggio i sei vigili del fuoco del comando provinciale di Roma chiamati a liberare il braccino di una bimba di 4 anni di Ceccano, Susanna M., rimasto incastrato nella lama di un tritacarne da macelleria.
La bambina era stata soccorsa intorno all’una da un’eliambulanza del 118 che, dalla cittadina del frusinate, l’aveva trasportata d’emergenza al Policlinico Gemelli. Da qui poi era stata ricoverata per un intervento di microchirurgia delicatissimo nella vicina clinica Columbus. Ma i medici, prima che potessero intervenire, hanno chiesto l’aiuto dei pompieri. Solo loro, infatti, con delle attrezzature specialistiche, in particolare un frullino con seghetto rotante e disco sottilissimo e diamantato, hanno potuto segare attorno all’arto le componenti del frullatore. L’intento dei sanitari, quindi, è stato quello di evitare l’amputazione del braccio, anche se Susanna molto probabilmente perderà l’uso della mano destra.
Da chiarire la dinamica dell’incidente. A quanto pare la piccola si trovava nella cucina di una pizzeria del posto quando, giocando vicino al tritacarne, lo avrebbe inavvertitamente messo in moto. Il braccio destro, dunque, avrebbe finito per incastrarsi nella vite senza fine del macchinario.
«Il braccino era completamente all’interno del tritacarne - spiega Franco Schinelli, uno dei vigili del fuoco che ha operato assieme con Roberto Piccirillo (attrezzature speciali), Fabio Bucci e Massimiliano Calenzo (della squadra Nomentano), Santo De Luca (carro fiamma La Rustica) e il coordinatore Paolo Nicolucci che, anziché tuta ed elmetto, hanno indossato camice e panni sterili di sala operatoria - ce l’abbiamo fatta. Ma è stato l’intervento più delicato che ci sia mai capitato. La bimba era stata anestetizzata. Siamo provati ed emozionati. Il chirurgo si è detto ottimista. Noi speriamo di avere fatto tutto il possibile per limitare almeno i danni».