La Brambilla accusa: «Le lauree in turismo non servono a nulla»

Le lauree in turismo, così come sono, non servono praticamente a nulla. Michela Vittoria Brambilla, sottosegretario al Turismo, ha deciso di aprire un nuovo fronte: tra i mali che affliggono il settore, sostiene la Brambilla, c’è la distanza abissale tra le conoscenze offerte dagli atenei (con i corsi di laurea in sociologia del Turismo, scienze del Turismo eccetera) e le reali necessità del mercato. Con le conseguenze che mentre chi esce dagli istituti professionali - le vecchie scuole alberghiere - entra con discreta facilità nel mondo del turismo, invece i «dottori in turismo» sono «laureati e specializzati, ma senza le competenze necessarie richieste dal mercato». Per cercare di ricucire la distanza tra sistemi della formazione e mondo reale, ieri la iperattiva sottosegretaria ha annunciato l’ingresso in scena di «un comitato di accademici e addetti ai lavori», guidato dall’ex presidente del Touring, Armando Peres.