Brambilla: "Leggi per tutelare i turisti E poi puntiamo sui campi da golf"

Il ministro: &quot;Difesa del turista: danni morali se salta la vacanza&quot;. L'intervista: <a href="/interni/turismo_litalia_come_landalusia_investiamo_campi_golf/golfista-internet-tour_operator-golf_2009-turismo_sostenibile-turismo-brambilla-golf/16-10-2010/articolo-id=480536-page=0-comments=1"><strong>&quot;Puntare sui campi da golf&quot;</strong></a> 

nostro inviato a Cernobbio

Gli Stati generali del turismo alla corte di Michela Vittoria Brambilla. La scenografia della Conferenza nazionale del turismo è una cartolina del Belpaese: Villa Erba a Cernobbio, sulle sponde del Lago di Como. Michela Vittoria Brambilla, ministro del Turismo dal maggio del 2009, mette subito i puntini sulle i: "Il turismo era una Cenerentola, ora si avvia a diventare una principessa". I dati sembrano darle ragione: l’indotto del settore dà lavoro a due milioni e mezzo di persone e rappresenta il 10% del Pil del Paese, "ma possiamo e dobbiamo fare di più, possiamo raddoppiare il contributo del turismo al Pil nazionale", precisa il ministro con pighlio brianzolo. La Brambilla ha voluto ricordare che la fase acuta della crisi mondiale "sembra essere dietro di noi, il peggio è passato" e che l'Italia ha risposto meglio degli altri Paesi europei.

Il motore dell'Italia Una risorsa per l'intero paese. Il turismo, ha proseguito la Brambilla, "è stato considerato, da una miope e purtroppo diffusa visione economica, quale attività residuale, quasi folkloristica. Ma credo si debba davvero dare atto a questo governo di non avere perso tempo e di avere affrontato fattivamente e concretamente il tema". "Oggi, giorno dopo giorno e a tutti livelli, al turismo viene sempre più riconosciuto lo status di attività produttiva strategica del paese, con quel che ne consegue. Cenerentola diventerà principessa e io non considererò esaurito il mio mandato fino a che questo grande cambiamento culturale non sarà avvenuto in maniera compiuta."

Una rivoluzione rossa Le parole d’ordine della rivoluzione rossa (solo per ovvie questioni tricotiche) sono rilancio, destagionalizzazione, web e maggiore coesioni tra tutti gli attori in scena nel mondo del turismo. Si parte dalla pragmatica: “Il nostro è un Paese dal clima mite – spiega il ministro -, una meta turistica adatta a ogni stagione. Dobbiamo incentivare gli spostamenti anche durante i periodi non tradizionalmente dedicati alle vacanze”. Turismo congressuale, per esempio, ma anche vacanzieri tradizionali.

I buoni vacanze fanno il bis E su questo punto la Brambilla rilancia: “Abbiamo creato il buono vacanze, un consistente aiuto economico per permettere alle fasce più deboli di poter andare in vacanza in periodi di bassa stagione. E’ stato un grandissimo successo. Ho prolungato l’offerta fino al 20 dicembre di quest’anno e abbiamo deciso di ripetere l’iniziativa anche l’anno prossimo. Siamo stati i primi e gli unici a farlo. La vacanza non è solo un momento di svago, ma anche un’occasione di coesione sociale”. Buoni, vacanze, alberghi. E i prezzi? La Brambilla precisa al Giornale che “non sono stati spesi soldi in più, la spesa per il turismo è rimasta invariata”.

Il danno morale E poi il progetto principale dell’ex presidente dei giovani industriali: il codice del turismo. “Nei mesi prossimi passerà al vaglio di due commissioni e poi tornerà al consiglio dei ministri per essere approvato. E’ una rivoluzione in questo campo. Per la prima volta vengono considerati gli interessi dei turista”. Tour operator spariti nel nulla, voli cancellati, vacanze saltate quando si aveva già l’ombrellone sotto il braccio e l’asciugamano al collo. “Il turista subisce anche un danno morale. Non si può computare solo il costo del viaggio – ci spiega la Brambilla -. Certe vacanze non si possono ripetere, come i viaggi legati agli eventi o i viaggi di nozze”. Il codice del turismo, come tutto ciò che cerca di movimentare lo stagno della politica italiana, ha avuto critiche piuttosto accese. Ma Michela la “rossa” smorza i toni: “Io sono stata sindacalista degli industriali e so quanto sia importante la concertazione con tutti gli operatori del settore. E’ per questo che Berlusconi mi ha voluta qui. Ho parlato e parlerò con tutte le parti in causa, opposizione compresa”.

Vantaggi per le imprese Sulla richiesta degli operatori di abbassare l'Iva, il ministro ha ammesso che nei Paesi europei l'aliquota è inferiore ma "se è vero che il sistema fiscale di un Paese non è esportabile", è anche vero che "la disomogeneità tra Paesi europei può creare svantaggi per i nostri operatori": di qui la promessa, quando la situazione economica lo consentirà, che il governo si attivi per l'armonizzazione delle aliquote Iva in Italia sugli standard europei".

Superpotenza turistica Il ministro ha infine dato una buona notizia: in considerazione del ruolo che l'Italia sta svolgendo, il nostro Paese è stato proposto all'unanimità come candidato alla presidenza del consiglio esecutivo dell'Organizzazione mondiale del turismo. "La candidatura all'unanimità per la presidenza di un organo così importante, dimostra il ruolo da faro che lItalia ricopre nel settore turistico. Da questo punto di vista siamo una superpotenza"