Bramieri ricordato al Manzoni E il Comune gli dedica una via

«Ciao Gino»: filmati, gag, amarcord presentati da Limiti

Ferruccio Gattuso

Non era certo avvenente come un divo di Hollywood ma il suo sorriso, anche negli ultimi anni, era bellissimo: come una fiammata, si distendeva offrendo la metafora di un'armonia, il perfetto equilibrio tra comicità, stile e recitazione.
Gino Bramieri sapeva utilizzare il sorriso come un'arma, l'assist perfetto alla fine di una battuta, o di una delle sue leggendarie barzellette. Oggi, c'è da scommetterci, sorriderebbe il Gino nel sapere che dal 28 marzo, all'angolo tra via Monte Santo e via Marco Polo, verrà scoperta alla presenza del sindaco Gabriele Albertini una targa in suo onore. E una strada prenderà il suo nome.
Proprio così, il prossimo Tuttocittà che i milanesi si ritroveranno sul pianerottolo di casa avrà una via in più e, per chi ha una certa età e Gino Bramieri non l'ha mai dimenticato, sarà difficile nascondere un po' di magone. Milanese doc, interista di razza, Bramieri viene finalmente ricordato - a dieci anni dalla scomparsa (morì il 18 giugno 1996) - da uno spettacolo in scena nel cuore della città, al milanesissimo Teatro Manzoni, lunedì 20 marzo (ore 21, ingresso libero).
Ciao Gino - questo il titolo della serata in ricordo del grande comico - è organizzato dalla famiglia Bramieri, nella persona del figlio Cesare e della nuora Lucia e patrocinata dall'assessorato all'Identità del Comune: al Manzoni si raccoglieranno amici e collaboratori del Gino, da Sandra Mondaini a Raimondo Vianello, da Milva a Pietro Garinei, a Gino Landi, Ombretta Colli, Raffaele Pisu, oltre agli autori storici dell'attore, Italo Terzoli ed Enrico Vaime.
Ed è praticamente assicurata una simbolica presenza dei vertici societari della squadra del cuore di Bramieri, la «pazza Inter» che a un attore come lui non poteva che far perdere la testa: il presidente Giacinto Facchetti e il patron Massimo Moratti dovrebbero infatti esserci.
Filmati, gag, amarcord, scorreranno in uno show sul filo dell'improvvisazione, condotto da Paolo Limiti e commentato da un'orchestra di cinque elementi pronta a eseguire canzoni milanesi e brani tratti dalle commedie musicali interpretate da Bramieri. «Finalmente si fa qualcosa per Gino - commenta Paolo Limiti nella cornice della Sala Tempere di Palazzo Marino -. Sono stato un vero amico di Bramieri, sin dai miei esordi in tv. Lui era già famoso anche se aveva pochi anni più di me. Ricordo che, al mio primo spettacolo, ero nervosissimo e, prima di entrare in studio incrociai Gino e Sandra Mondaini che mi chiamarono "Limitino" e mi infusero entusiasmo. Ogni volta che incontravo Gino, lui aveva una grande carica di affetto per me. Ciao Gino sarà un'occasione per rivedere vecchi amici: tutti ricorderemo l'ultimo grande comico. Dopo di lui ci sono stati tanti attori brillanti, anche bravissimi, ma la sua arte comica oggi non ha eredi».
Accanto a Limiti, il figlio di Bramieri, Cesare, annuisce: «Al Manzoni mio padre recitò la sua ultima commedia, Riuscire a farvi ridere. Spero che il Comune pensi a organizzare ogni anno qualcosa in nome di Gino, magari per aiutare giovani attori. Oggi vedo pochi grandi comici televisivi: se dovessi fare un solo nome direi Fiorello. Lui entra in scena e la gente già sorride. E non è mai volgare, come non lo era mai Gino: anche allo stadio, quando mi scappava qualche parola di troppo guardando la partita, lui mi ammoniva, dicendomi che avrebbe potuto sentirmi Moratti, lì vicino. E io mi dicevo: ma se abbiamo pagato il biglietto, perché non possiamo? Lui invece si sentiva un po' come ospite in casa Inter, era sempre educato». Ora i comici, quando non sfornano parolacce, l'Inter la prendono in giro. O tempora, o mores.