Brancaccio Lettere d’amore del poeta futurista

Anche il Futurismo ha avuto i suoi poeti, alcuni dei quali dimenticati. Come accadde a Ugo Straniero. Per chi non ha mai sentito parlare di lui, si tratterebbe - secondo Maurizio Costanzo - «di un poeta ignorato in vita, ora portato alla ribalta in occasione dei 100 anni del manifesto Futurista di Marinetti». Secondo altri, invece, dietro questo nome si celerebbe lo stesso Costanzo. In effetti, la vita di Ugo Straniero è avvolta nel più fitto mistero, ma a questo porrà rimedio lo spettacolo in scena oggi e domani al Brancaccio: Il poeta Straniero ovvero Straniero Ugo, poeta.
«Riguardo questa storia di chi si cela dietro Straniero, se ne parlò in passato e fu oggetto di chiacchiere su qualche sito. Io proporrei di conoscere la sua storia e le sue poesie e di ricordare insieme il Futurismo» spiega Costanzo presentando lo spettacolo, per la regia di Marco Mattolini, che racconta la storia inedita del poeta futurista «che non ebbe grandi riscontri nella vita e che morì, poco più che sessantenne, facendo il bibliotecario», aggiunge Costanzo che firma la drammaturgia con Enrico Vaime. In scena, Straniero sarà interpretato da Roberto Herlitzka, mentre le donne della sua vita saranno interpretate da Nancy Brilli: Esterina la moglie, Giuditta la musa futurista, Annina l’ammiratrice e Irina la straniera.
«Mettere in scena alcuni momenti della vita di Ugo Straniero, consapevole innanzi tutto di come e quanto il Futurismo rappresenti un recupero di fantasia è la conferma che si vive in una vita assai spesso verosimile e non vera». Si cela forse in queste parole di Maurizio Costanzo il mistero di Ugo Straniero, «poeta futurista sconosciuto e anche sfortunato», come è stato definito. Più che sconosciuto e sfortunato, per alcuni Straniero non sarebbe mai esistito, ma sarebbe l’alter ego di Costanzo che dichiarò di aver ricevuto il materiale del poeta dal figlio, Niccolò Straniero, nel 2003. I versi furono letti a Buona Domenica e pubblicati su «Chi», e fu così che iniziò la storia di Ugo Straniero, una storia in cui la fantasia si mescola alla realtà, alla maniera futurista.