Il «branco rumeno» sul «Riformista» I lettori: è razzismo

È bastato un titolo, ma ben sparato in «apertura» del giornale di mercoledì, per scatenare la bufera nelle stanze del Riformista, quotidiano generalmente definito di «area dalemiana». E così quel Branco rumeno riferito agli stupratori di Guidonia ha scatenato la polemica. Intanto ieri in prima pagina è partito il dibattito: «Siamo un giornale razzista?». Ecco l’opinione firmata da Rina Gagliardi: «Mi pare un’espressione orribile, ai limiti del razzismo, (...) il linguaggio non è mai innocente». E poi «“rumeno” ha un suono più sinistro di “romeno”. Addirittura. Risponde il direttore Antonio Polito: «È evidente che tra i romeni si annida quella particolare sub-cultura di sopraffazione e volontà di possesso della donna che può portare fino allo stupro (...). Il valore del rispetto della donna è per me prioritario rispetto al dovere dell’accoglienza». Eppure qualche lettore va già in crisi di identità: «Certi titoli lasciamoli alla Padania...».