Il Brasile: basta lampade "Stop all'abbronzatura"

Il Brasile mette fuorilegge l’uso, l’importazione e il commercio delle
macchine a raggi ultravioletti per l’abbronzatura artificiale. L’agenzia di vigilanza della salute si è basata su uno studio dell’Oms

San Paolo - Uno dice, che male c'è a farsi una lampada? Sono in tanti a pensarlo. Ci sono i fanatici dell'abbronzatura, quelli che non vogliono mai presentarsi col viso pallido e, proprio per questo, si sottopongono alla tintarella artificiale quasi tutto l'anno. Salvo quando vanno al mare o in montagna, a prendere il sole, quello vero. Ma ci sono anche quelli che "una volta ogni tanto" amano scurirsi un po' la pelle, perché un colorito leggermente abbronzato "fa bello".

Fa bene o male? Non ci sono prove scientifiche certe sul fatto che la lampada a raggi Uva faccia male. Di certo si sa una cosa: troppa abbronzatura, naturale o no, può aumentare l'incidenza dei tumori della pelle. Ma da qui a dire che un po' di lampada fa venire il cancro ce ne corre. Come in molte altre cose che riguardano la salute l'importante è avere la "giusta misura". Non esagerare.

Il Brasile dice no Da oggi in Brasile non si potrà più fare la lampada. L'ha deciso l’agenzia di vigilanza della salute, basandosi  su uno studio dell’Oms, secondo il quale l’abbronzatura artificiale aumenta del 75% il rischio di melanoma alla pelle nelle persone sotto i 35 anni. Nella terra del samba sarà così proibito non solo l’uso ma anche l’importazione e il commercio delle macchine a raggi ultravioletti per l’abbronzatura artificiale.