Il Brasile blocca tutte le esportazioni Gli Stati Uniti razionano le confezioni

Non si arresta la corsa al rialzo del riso, che sfonda i 25 dollari sulla piazza di Chicago. Una spirale ininterrotta per questo alimento base per la metà della popolazione globale, che sta condizionando le politiche commerciali di vari Paesi. Non ultimo il Brasile, che ha dato lo stop all’export di riso per garantire le scorte interne, sulla stessa linea dei tagli alle esportazioni già attuate da Cina, Vietnam e India. Anche grano, mais e soia hanno superato tutti i record quest’anno, provocando disordini sociali in diversi Paesi. Sulla piazza del Chicago Board of Trade, quella di riferimento a livello internazionale per le materie prime agricole, il prezzo del riso è aumentato del 27% questo mese, archiviando il nono mese consecutivo di rialzi, sulla spinta dei timori per il ridimensionamento delle esportazioni da parte dei paesi produttori. Il Brasile aveva ricevuto richieste da paesi africani e sudamericani perché vendesse 500 mila tonnellate di riso. L’aumento di oltre il 70% del prezzo del riso dall’inizio del 2008 sta provocando le prime reazioni anche nei Paesi sviluppati, come gli Usa. Per fermare gli accaparramenti da parte dei ristoratori, una catena di supermercati del gruppo Wal-mart ha posto il limite di acquisto di quattro confezioni a persona.